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Pensioni: Il Coisp chiede al Ministero di fare il proprio dovere

Il 27 settembre u.s., presso il Dipartimento della P.S., si è svolto un incontro per discutere dello schema di regolamento di
armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale della Polizia di Stato.
L’incontro, presieduto inizialmente dal Vice Capo Vicario della Polizia Pref. Nicola Izzo, ha visto la rappresentazione delle
preoccupazioni sia del Ministro dell’Interno che del Dipartimento della P.S. circa le ripercussioni che potrebbe causare
l’introduzione di un regolamento di armonizzazione del sistema previdenziale per il personale della Polizia di Stato,
ripercussioni che inciderebbero immediatamente ed in modo sostanziale sul funzionamento del Sistema Sicurezza del Paese.
Se a questo aggiungiamo il blocco del turn over, ovvero l’impossibilità di riassumere tutto il personale che va in pensione
(attualmente le norme prevedono che ogni 100 poliziotti che vanno in pensione dal prossimo anno se ne potranno assumere
solo 20), il calcolo e presto fatto: l’età media dei poliziotti che già oggi è di circa 44 anni nei prossimi anni arriverà rapidamente ai 50 anni e nello stesso tempo le attuali carenze di organico arriveranno, nei prossimi quattro anni, dalle attuali 12.000 a 22.000 unità.
Finalmente sembra che il Ministro dell’Interno si sia reso conto che il Governo, perdurando in tale atteggiamento, ben oltre i
ringraziamenti di circostanza e gli annunci di voler continuare la lotta alla criminalità organizzata e di assicurare livelli
accettabili di sicurezza ai cittadini, in realtà bloccherà in tempi molto rapidi l’efficacia e la funzionalità della Polizia di Stato e
delle altre FF.PP., non percependo, evidentemente, che un Paese che non offre i necessari standard di sicurezza non attira
investimenti e non consente lo sviluppo economico.
Il COISP, durante la riunione, ha preso atto che improvvisamente sembra che si siano destati dal torpore i vertici del Ministero
dell’Interno, che improvvisamente si sono accorti che la Polizia di Stato necessita di un riordino delle carriere per assicurare
un migliore svolgimento delle funzioni demandate, che sono necessari provvedimenti di riallineamento ordinamentale tra le
Amministrazioni che compongono il Comparto Sicurezza e Difesa e di sistemi di previdenza complementare che sin dalla
riforma del 1995 dovevano essere avviati per integrare il sistema previdenziale contributivo, problematiche che vanno
affrontate e risolte ben prima di adottare qualsiasi provvedimento di armonizzazione previdenziale.
Pare che il Ministro dell’Interno voglia rappresentare tale situazione al Ministro del Lavoro!
Il COISP, in virtù di quanto appreso dai vertici del Dipartimento della P.S., ha chiesto un urgente incontro con il Ministro
dell’Interno Cancellieri al fine di conoscere direttamente e con certezza l’eventuale volontà di rappresentare le problematiche
elencate in precedenza, specificando inoltre che non potrà bastare una mera enunciazione di principi ma ci aspettiamo dal
Responsabile della Tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, cosi come sancito dall’art.1 della Legge 121/1981, che
svolga il suo dovere ed assicuri, come la legge gli impone, le condizioni per garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza
pubblica a tutti i cittadini.
Il COISP, infine, ha chiesto ai massimi vertici del Dipartimento della P.S. di rappresentare direttamente al Presidente del
Consiglio dei Ministri Sen. Mario MONTI, le problematiche che si potrebbero ingenerare in Italia a seguito dell’emanazione di
un siffatto, scellerato, provvedimento di armonizzazione del sistema previdenziale, accompagnato dal c.d. blocco del turn
over. Sempre in tale contesto questa O.S. ha rappresentato come i 100.000 poliziotti che compongono la Polizia di Stato
meriterebbero almeno la stessa attenzione e considerazione che viene prestata all’amministratore delegato di un’azienda
privata qual è la FIAT.
Sì, siamo fermamente convinti che 100.000 servitori dello Stato meritino “almeno” la stessa attenzione e deferenza che viene
prestata dal Governo a chi amministra la FIAT.
Il COISP al termine dell’incontro non giudicando bastevoli le assicurazioni date dal Dipartimento della P.S., ha proclamato la
mobilitazione nazionale che inizierà con la manifestazione che si svolgerà dinanzi al Ministero del Lavoro il prossimo 3
ottobre.

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