Economia

Pensioni Scuola: altra Sentenza Pro Quota 96

Con un sospiro di sollievo è stata salutata dal locale comitato dei docenti la notizia di una importante sentenza del Giudice del lavoro di Siena che da ragione ai docenti di Quota 96. Infatti dopo Oristano, Torino e Cagliari, dove magistrati coraggiosi, non proni ai voleri dei poteri forti, hanno emesso importanti sentenze favorevoli agli insegnanti nati nel 1952 adesso anche a Siena si è giunti ad una sentenza che da ragione agli sfortunati insegnanti che nel 2012 avrebbero dovuto andare in pensione e che invece dovrebbero restare in servizio dai quattro ai sette anni in più. “ Ora cominciano ad esserci quattro sentenze favorevoli agli sfortunati insegnanti di “ Quota 96”- dicono con soddisfazione al comitato savonese- protagonisti di una delle più tragicomiche vicende della recente storia Repubblicana, a seguito della ormai famosa “ Riforma Fornero”. In effetti ora che Tribunale e Giudici del Lavoro hanno dato ragione a quei docenti che si erano visti negare la pensione a causa della riforma Fornero che non prendeva in considerazione le peculiarità del sistema pensionistico per i docenti, che segue l’anno scolastico e non solare, ora giunge un nuovo tassello favorevole per il personale della scuola, nato nel 1952, con almeno 36 anni di contributi versati entro il 31 agosto del 2012”. Si tratta infatti di una serie di vittorie che rappresentano primi importanti passi verso il riconoscimento di diritti acquisiti che sarebbe stato anticostituzionale cancellare. Ora i ricorsi proseguiranno per opporsi ad una riforma che giungeva dopo il fallimento della politica di cercare di riequilibrare l’ irrazionale accanimento nei confronti del personale docente attraverso degli emendamenti da far applicare nella cosiddetta Spending review. Le varie sentenze favorevoli giunte da Giudici del Lavoro e Tribunali Regionali ai quali altri gruppi del comitato “Quota 96” si erano rivolti per ottenere giustizia, rispetto al blocco imposto dalla riforma sulle pensioni, riafferma la specificità della scuola in rapporto al resto della Pubblica Amministrazione. A Savona sono quasi cento gli operatori scolastici ( docenti, maestri, bidelli, presidi ed aiutanti tecnici) interessati alle vicende di Quota 96, esclusi dal pensionamento dalla riforma Fornero. Ora tutti stanno presentando un altro ricorso nel quale chiedere anche un risarcimento per coloro che, secondo le vecchie regole, avrebbero potuto non solo smettere di lavorare ma anche lasciare il posto a forze nuove. Il giudice del lavoro di Siena infatti, che nei giorni scorsi ha rinviato alla Corte Costituzionale uno dei tanti ricorsi del sindacato. Se il dubbio di illegittimità costituzionale sarà confermato dalla Corte, la battaglia degli insegnanti potrebbe avere esito positivo, con il pensionamento immediato ed un risarcimento per i mesi di lavoro fatti in più.
«Chiedevamo di mantenere le vecchie tempistiche – dicono al sindacato- per ricordare che i lavoratori della scuola, a differenza degli altri, possono lasciare il servizio solo e unicamente il primo settembre, quando decorre normalmente la stipula dei loro contratti”. Questi lavoratori si sono visti invece respingere l’istanza di cessazione dal servizio, cioè il loro diritto ad andare in pensione con una procedura del tutto irregolare. Se la Corte Costituzionale dovesse confermare il dubbio, si apriranno prospettive nuove per il personale della scuola di “ Quota 96” composto tutto da docenti ultrasessantenni che potrebbero lasciare il loro posto di lavoro a giovani precari, supplenti e disoccupati.
ADALBERTO GUZZINATI

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