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Salvo Cannizzo, vittima di uranio impoverito è morto a Catania

Salvo Cannizzo, vittima di uranio impoverito è morto a Catania
Salvo Cannizzo in una foto di Leandro Perrotta, giornalista di Ctzen.it

Catania, muore il sergente Salvo Cannizzo.

Salvo Cannizzo ha  36 anni è uno dei tanti ragazzi del sud che sceglie di fare il militare.

Un lavoro come altri che forse per i giovani del sud è una scelta obbligata.

Salvo Cannizzo entra nel battaglione San Marco, parte in missione come altri e torna a casa ma dentro di sè ha  un grave tumore al cervello, forse a causarlo è stato l’uranio impoverito. Salvo è stato  in Kosovo tra il 1999 e il 2001 ed in Kossovo l’uranio “pioveva”. Poi il tumore ed il congedo arrivato  nel 2011.

Qualche mese fa Salvo dichiarava che aveva visto i carri dissolti dalle radiazioni e americani vestiti «da astronauti» per raccogliere delle munizioni.

Era Salvo che sempre qualche mese fa diceva «Sono diventato militare per soldi. Ma lo rifarei, perché amavo il mio lavoro». Anche se, di guerre «non giuste» ne ha viste tante in 17 anni.

Salvo i sosteneva aver contratto respirando uranio impoverito mentre era in servizio in Kosovo. Padre di tre bambini, aveva scoperto di avere un tumore nel 2006. Il 2 luglio scorso si era incatenato davanti l’ufficio di rappresentanza della Regione Siciliana a Catania. I funerali saranno celebrati alle 16 nella chiesa di San Leone.

Salvo è morto  per glioblastoma multiforme, un tumore al cervello di quarto grado.  Aveva persino scelto di non fare la chemio, per cercare di tenere alta l’attenzione sul suo caso e su quello di altri 2000 militati nelle medesime condizioni.

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