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Sclerosi Multipla: all’ECTRIMS uno studio sul liquido cefalorachidiano (liquor) dopo l’angioplastica

Durante il 28° congresso del Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (ECTRIMS), che si terrà a Lione dal 10 al 13 ottobre, verrà presentato il poster di un interessante studio intitolato “Cambiamenti di cine-imaging nel fluido del liquido cefalorachidiano in pazienti con sclerosi multipla dopo angioplastica venosa. Studio di follow-up ad 1 anno“.

Secondo alcuni ricercatori di un team internazionale (USA, Italia e Regno Unito), coordinati dal dr. Robert Zivadinov dell’Università di Buffalo, l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) è associata con la sclerosi multipla (SM). In precedenza era stata eseguita un’angioplastica transluminale percutanea (PTA) sulle lesioni diagnosticate con il doppler (nelle vene giugulari interne e/o azygos) in uno studio pilota su 15 pazienti affetti da SM, per valutare preliminarmente se la PTA riduceva l’attività della SM, usata in aggiunta al trattamento medico standard. Il cambiamento del volume cerebrale nei primi 6 mesi (-1,27%) nel gruppo di trattamento immediato (ITG) ha suggerito un effetto pseudoatrofico più pronunciato rispetto al gruppo di trattamento ritardato (DTG) (-0,57%), probabilmente a causa di un potenziale effetto antinfiammatorio della PTA o, in alternativa, a causa di una diminuzione del volume del cervello o di un miglioramento nel liquido cefalorachidiano (CSF) causato da un migliore flusso venoso dopo l’angioplastica.

Sono state quindi analizzate le variazioni nel flusso pulsatile e nelle misure di velocità del liquido cefalorachidiano (CSF) nei pazienti con SM recidivante-remittente (RR) che erano stati sottoposti ad angioplastica venosa.

E’ stato fatto uno studio prospettico di coorte, che ha incluso 15 pazienti con SM recidivante-remittente e CCSVI diagnosticata con il doppler. Otto pazienti sono stati sottoposti a PTA in aggiunta alla terapia medica (ITG) immediatamente dopo il basale, mentre a 7 il trattamento con PTA è stato ritardato dopo 6 mesi di sola terapia medica (DTG). Il flusso pulsatile e le misure di velocità del liquido cefalorachidiano sono stati quantificati da oltre 32 fasi del ciclo cardiaco, utilizzando un metodo semi-automatico. Questi risultati sono stati confrontati tra ITG e DTG al basale, a 6 e a 12 mesi dello studio.

Al basale, non vi erano differenze significative tra ITG e DTG nel flusso pulsatile del liquido cefalorachidiano (p = 0,474) o nelle misure di velocità (p = 0,714). Tuttavia al 6° mese è stato rilevato un significativo miglioramento nel ITG rispetto al DTG nel flusso pulsatile del liquido cefalorachidiano (p <0,001) e nella velocità (p = 0,013). Questa differenza è proseguita tra i due gruppi fino al 12° mese dello studio per il flusso pulsatile del liquido cefalorachidiano (p = 0,001) e la velocità (p = 0,021). I cambiamenti all’interno del gruppo hanno mostrato un miglioramento significativo nel flusso pulsatile del liquido cefalorachidiano oltre i 12 mesi in entrambi ITG (p = 0,033) e DTG (p = 0,024). Non sono stati riscontrati significativi cambiamenti all’interno del gruppo per la velocità in entrambi le fasce di trattamento.

Al termine dello studio, secondo gli autori, il loro studio ha dimostrato che, in pazienti con sclerosi multipla e CCSVI, il trattamento con PTA ha avuto un effetto benefico sul flusso del liquido cefalorachidiano e sulle misure di velocità. Questo miglioramento potrebbe essere dovuto al migliore drenaggio venoso in seguito all’angioplastica.

Fonte: http://registration.akm.ch/einsicht.php?XNABSTRACT_ID=155943&XNSPRACHE_ID=2&XNKONGRESS_ID=171&XNMASKEN_ID=900

COMMENTO di CCSVI in Multiple Sclerosis (USA):

Questo studio non guarda come l’angioplastica influenza i sintomi o la progressione della SM. Guarda semplicemente a ciò che accade alla velocità del flusso del liquido cefalorachidiano nel cervello. Si tratta di un’importante area di studio, perché è un cambiamento tangibile e misurabile nella perfusione cerebrale. Si sta imparando come il flusso del liquido cefalorachidiano sia essenziale per la salute del cervello, e come un stasi del liquido cefalorachidiano, o la mancanza di flusso, possano danneggiare il cervello.
Sembra che tutti i malati che sono stati trattati con l’angioplastica hanno avuto questo miglioramento del flusso del liquido cefalorachidiano. I ricercatori postulano che ciò sia dovuto al migliore drenaggio venoso.
E’ stato così ottenuto un miglioramento misurabile dopo l’angioplastica per la CCSVI —- un flusso migliore del liquido cefalorachidiano.
Una migliore pulizia dei delicati tessuti cerebrali, un migliore trasporto di nutrienti, una migliore regolazione della pressione cerebrale.
Non pensate che le persone con una malattia neurodegenerativa ne potrebbero trarre giovamento?

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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