Salute

Sclerosi Multipla: dall’Australia uno studio sulla teoria di Zamboni

E’ stato pubblicato sul sito della rivista medica “Multiple Sclerosis Journal” un piccolo studio australiano intitolato “L’insufficienza venosa cronica cerebro spinale non è più frequente nei pazienti con sclerosi multipla lieve: uno studio ecografico in cieco caso-controllo“.

Gli autori, coordinati dal neurologo dr. Brian Chambers, per testare l’ipotesi che l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) sia più frequente nei pazienti con CIS o SM lieve, hanno progettato uno studio prospettico caso-controllo di pazienti con sindrome clinicamente isolata (CIS) e sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) con un punteggio della scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla (EDSS) uguale o inferiore a 2, confrontati a controlli sani abbinati per sesso ed età.

Tutti i soggetti sarebbero stati esaminati usando una macchina ecodoppler Siemens Antares. Sarebbero state studiate le vene giugulari interne, vertebrali e intracraniche nei soggetti in entrambe le posizioni supina e seduta. L’ecografista non conosceva stato clinico del soggetto. Le misurazioni avrebbero incluso i criteri proposti da Zamboni e la portata del flusso. La presenza di CCSVI veniva definita con 2 o più criteri di Zamboni.


Sono stati reclutati settanta coppie di pazienti e di controlli, con 11 maschi e 59 femmine in ogni gruppo. Solo un soggetto, un controllo, avrebbe soddisfatto la definizione di Zamboni della CCSVI (!!!), tuttavia, 19 pazienti e 13 controlli avevano delle anomalie come definite da Zamboni, differenze causate in gran parte da una maggiore prevalenza nei pazienti con SM e CIS di stenosi nella vena giugulare interna (IJV), definita come una area della sezione trasversale uguale o inferiore a 0.3cm2. Questa differenza però sarebbe scomparsa con una definizione più rigorosa di stenosi (???). Ulteriori analisi avrebbero rivelato c’era variazione nella valvola della vena giugulate interna in sette pazienti ed in un controllo.

Al termine dello studio, secondo gli autori, i loro risultati indicherebbero che la CCSVI, come definita dai criteri ecografici di Zamboni, non sarebbe presente nella CSI e nella SMRR lieve (EDSS uguale o inferiore a 2), fornendo ulteriori prove che la CCSVI non avrebbe un ruolo causale nella SM; tuttavia sarebbe stato trovato un apparente aumento della variazione nella vena giugulare interna dei pazienti con CIS o SM lieve, tale da richiedere ulteriori indagini.

Fonte: http://msj.sagepub.com/content/early/2012/09/05/1352458512459986.short

COMMENTO:

Questo studio australiano ha misurato le stenosi di parete ma non la presenza di ostacoli intraluminali che generano la stenosi e le anomalie di flusso che sono state comunque riscontrate. Inoltre non ha tenuto conto di tutte le precisazioni tecniche votate ed approvate nella Consensus conference internazionale del marzo 2011 organizzata dalla ISNVD. Il difetto principale è proprio quello di misurare semplicemente il calibro delle vene e non di accertare la presenza degli ostacoli intraluminali, come raccomandato da Zamboni su Annals of Neurology del 2010.


Studi eseguiti in questo modo NON sono in grado di diagnosticare la CCSVI e purtroppo rappresentano un’occasione sprecata per fare maggiore chiarezza su una malattia gravemente invalidante come la sclerosi multipla che in Italia colpisce 73.000 persone e per la quale non si conoscono né le cause né una terapia valida per tutti..

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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