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Undici settembre, una data, due Storie

Undici settembre, una data storica, ma non solo Twin Towers, di quel tragico 11 settembre tutti ne parlano, tutti scrivono e la memoria è presente. Mentre le pagine della storia del 900 ci portano ad un altr0 11 settembre quello del 1973 e, la cartina geografica ci sposta un pò più a sud in America Latina. Chile.

Oggi, in America l’11 settembre ha una certa verve polemica. L’evento principale del tradizionale anniversario, come da 11 anni,  sara’ la lettura a Ground Zero dei nomi delle 2.983 persone morte l’11 settembre, le critiche riguardo ai ritardi che stanno coinvolgendo la costruzione del museo, ancora un cantiere dopo 10 anni, rischiano di oscurare questa giornata di celebrazioni. I parenti delle vittime, che hanno chiesto l’assenza di politici alle celebrazioni di Ground Zero a New York, osserveranno un minuto di silenzio nel momento esatto in cui 11 anni fa due aerei, dirottati da Al-Qaeda, si schiantarono nelle Torri Gemelle, un altro nel Pentagono e il quarto in un campo in Pennsylvania. Altri due minuti di silenzio verranno osservati nel momento in cui i due grattacieli crollarono. Il presidente Barack Obama non partecipera’ alle celebrazioni a New York ma osservera’ i minuti di silenzio davanti alla Casa Bianca per poi visitare il memoriale del Pentagono. Intanto si discute ancora sull’apertura del museo della Memoria a Ground Zero, costato piu’ di 1 miliardo di dollari e la cui inaugurazione e’ stata spostata al 2014. Lo scontro e’ su chi dovra’ pagare, gestire il museo e occuparsi della sorveglianza del memoriale. Infine e’ polemica sui recenti dati che vedono sempre piu’ vittime tra i volontari e i pompieri che quel giorno parteciparono ai soccorsi. Sono tantissime, infatti, le donne e gli uomini che a distanza di 11 anni continuano ad ammalarsi per le esalazioni respirate durante il crollo delle torri.

C’ è un altro 11 settembre, dimenticato.

11 settembre 1973 a Santiago del Chile moriva Salvador Allende, primo Presidente marxista e socialista eletto in modo democratico in uno stato delle Americhe. Il suo mandato dura solo 3 anni perchè 11 settembre 1973 gli USA appoggiano un golpe militare guidato dal generale Augusto Pinochet e Savaldor Allende viene trovato morto.

Forse è stato durante l’assedio e la  presa del Palacio de La Moneda, che El Companero Presidente decide  di uccidersi piuttosto che arrendersi a Pinochet.L’11 settembre pronuncia per radio il suo ultimo discorso:

« Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento. »

Poi la morte. La storia ufficiale parlano di un suicidio con un fucile AK-47 donatogli da Fidel Castro, mentre altri sostengono El Companero sia stato ucciso dai golpisti di Pinochet.

Erano gli anni 80 quando il suo medico personale in un’intervista concessa a Mixer racconta la sua  versione dell 11 settembre 1973. Secondo il racconto del medico,Patricio Guijón, che era insieme con Allende all’interno della Moneda, a seguito del bombardamento aereo e del successivo incendio, Allende disse a coloro che con lui difendevano la Moneda dalle finestre del primo piano di uscire dal Palazzo ormai assaltato dai golpisti e, usciti tutti i compagni, il presidente si porta nel suo studio, qualche attimo dopo il medico rientra e vede Allende che  si stava uccidendo.

Una nuova versione probabilmente più credibile parla di Allende ucciso dai golpisti o meglio, sembra sia stato colpito prima da un proiettile vagande degli uomni di Pinochet e poi, in seguito si sia “finito” con una sua scarica.  Da sempre il Chile ed il mondo intero si interrogano sulla morte di Allende, a tal proposito nel mese di maggio è stato riesumato il cadavere e, a quanto pare l’esame autoptico ha chiarito che la morte di Allende sia avvenuta per suicidio.

A luglio il medico legale spagnolo  Francisco Etxeberría a leggere i risultati delle analisi: ¨Possiamo assicurare che la morte del presidente Salvador Allende é stata il prodotto di uno sparo sotto il mento, che ha avuto come risultato la distruzione del cranio e la morte immediata. Dal nostro punto di vista, si é trattato di un suicidio¨. Il gruppo di esperti –undici e di varie nazionalitá- ha consegnato un fascicolo di cinquecento pagine al giudice che aveva chiesto la riesumazione, Mario Carroza.

Sparisce di scena –e a sorpresa- la versione della presenza di un altro foro di proiettile, di altro calibro, nei resti del cranio di Allende. Proprio questo particolare aveva generato varie ipotesi sulla fine del presidente, tra cui quella dell’esecuzione da parte dei soldati golpisti entrati nel palazzo della Moneda. Secondo i medici non c’é traccia di questo trauma, che era stato invece segnalato nell’autopsia del 2008. Insomma, Allende si sarebbe sparato con l’AK 47 che gli era stato regalato da Fidel Castro, tesi sempre sostenuta dal dottor Patricio Guijón, testimone degli avvenimenti nella Moneda. Isabel Allende, deputata e figlia del Presidente Companero ha dichiarato: ¨Mio padre, davanti alle circostanze estreme di quel giorno, decise di togliersi la vita piuttosto di vedersi umiliato¨.

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