Scienze e Tecnologia

Antartide Si riduce il buco nell’ozono

Il Buco dell’ozono sull’Antartide si è ridotto e nel 2012 ha fatto registrare il suo secondo minimo negli ultimi 20 anni. Questo è quanto confermano i dati dei satelliti della Nasa e dell’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani. Dai dati emerge che nel periodo compreso fra gennaio e agosto 2012 il Buco dell’ozono ha raggiunto l’estensione massima di 21,2 mln di kmq.


Il motivo, secondo gli studiosi, è da ricercare nella temperatura più calda negli strati più bassi dell’atmosfera. Il buco dell’ozono ha raggiunto il massimo 2012 il 22 settembre, con un’estensione di 21,2 milioni di chilometri quadrati, che equivale ad un’area pari a quella di Canada, Stati Uniti e Messico insieme. In media nel corso dell’anno l’estensione è stata di 17.9 milioni di chilometri quadrati. Il record massimo in assoluto risale al 6 settembre 2000, quando sfiorò 30 milioni di chilometri quadrati.

Il Buco nell’Ozono, apertosi sopra l’Antartide negli anni ottanta e da pochi anni apertosi anche sopra l’Artico, è un assottigliamento dello strato dell’ozono, che nel 1987 ha raggiunto un’estensione pari a due volte quella degli Stati Uniti: è un serio problema per l’umanità intera.

Ogni anno, durante la primavera dell’emisfero australe, la concentrazione dell’ozono stratosferico nell’area situata in prossimità del Polo Sud diminuisce a causa di variazioni naturali. Purtroppo, a causa degli inquinanti  sin dalla metà degli anni ’70 questa periodica diminuzione è diventata sempre più grande, tanto da indurre a parlare del fenomeno come del “Buco dell’Ozono”.

Lo strato di ozono  funge da filtro per le radiazioni ultraviolette e la dose di radiazioni UV-B che raggiunge la superficie terrestre dipende dalla concentrazione di ozono in atmosfera. Le radiazioni UV-B possono essere dannose per la pelle  e per gli occhi, causare una parziale inibizione della fotosintesi delle piante e distruggere frazioni importanti del fitoplancton che è alla base della catena alimentare marina.

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