Economia

Idv: per il referendum si firma anche presso il Comune di Cagliari

Cagliari 18 ottobre 2012 – Già 32mila cittadini in tutta Italia hanno firmato in soli cinque giorni i referendum contro le modifiche dell’articolo 18 stabilite dalla riforma Fornero e contro l’articolo 8 del decreto legge 138/2011 che, di fatto, cancella i diritti minimi previsti dal contratto nazionale di lavoro. «Anche a Cagliari i dati sono confortanti», comunicano i consiglieri comunali dell’Italia dei Valori Ferdinando Secchi e Giovanni Dore annunciando che in città sono state raccolte finora circa 300 firme e che dal prossimo lunedi 22 ottobre si potrà firmare, oltre che nei vari banchetti, anche presso il gruppo consiliare Idv presso il palazzo civico di Via Roma (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13). «Non è la prima volta che noi dell’Italia dei Valori assistiamo a una simile mobilitazione spontanea che arriva dal basso – affermano gli esponenti dipietristi -. È stato così anche per i referendum contro il legittimo impedimento, la privatizzazione dell’acqua e il nucleare. Sappiamo bene come andò a finire: quelle leggi ingiuste furono sepolte prima da una valanga di firme, oltre due milioni, poi da un diluvio di voti. Infatti, il 57% degli aventi diritto si recò alle urne e la vittoria, con oltre il 90% di “Sì”, fu schiacciante».

I consiglieri Secchi e Dore concordano con il Presidente Di Pietro sul fatto che quella del 12 e 13 giugno 2011 è stata una data fondamentale della nuova stagione democratica italiana e ha dimostrato che la partecipazione dei cittadini alla politica ottiene risultati concreti e obbliga i poteri forti a fare dei passi indietro.  «Eppure, nonostante il responso arrivato dagli italiani – proseguono Secchi e Dore -occorre sempre essere vigili per evitare che la democrazia e la volontà popolare vengano calpestate. Anche questa volta saranno gli italiani a decidere. L’avversario ora non è qualche lobby dell’energia o dell’acqua, ma un disegno ben preciso che mira a smantellare i diritti del mondo del lavoro e a lasciare intatti i privilegi della Casta. La raccolta firme è appena cominciata -concludono Secchi e Dore – ma il segnale è incoraggiante e va già nella direzione giusta».

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