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Il C.UFO.M. rende noti ulteriori particolari dell’ufo di Manduria in provincia di Taranto

Atteso il forte risalto mediatico suscitato dall’avvistamento di un ufo a forma di disco volante in provincia di Taranto e precisamente a Manduria, che ha varcato anche i confini nazionali tanto da essere pubblicato anche su importanti siti stranieri, totalizzando migliaia di visualizzazioni sul canale “CUFOMCHANNEL” di youtube e sul sito www.centroufologicomediterraneo.it dove è postato un ricco servizio sul caso,  il Centro Ufologico Mediterraneo ritiene di fornire nuovi elementi alla luce di ulteriori sviluppi del caso.

L’oggetto volante non identificato (OVNI), ad avviso degli analisti e dello stesso Presidente Angelo Carannante appoggiati in questa tesi da diversi membri del Centro, non è vicino al punto di scatto. La circostanza vale di per sé ad escludere molte ipotesi che hanno indotto in errore alcuni sostenitori di ipotesi alternative. La forma dell’oggetto è quella classica discoidale della casistica, come pure il colore che sembra dare una consistenza metallica. Una cosa è certa: una risposta sicura sulla natura dell’ufo non è possibile darne per cui ad avviso del C.UFO.M. rimane a tutti gli effetti un oggetto volante non identificato.

Il testimone è voluto restare nell’anonimato come molto spesso avviene in questi casi, ma ha acconsentito a rendere noto il nome di battesimo cioè Gennaro, studente universitario che abita in provincia di Napoli e si trovava, in quell’occasione ed ovviamente, in quella zona. Le fotografie sono state sottoposte ad ulteriori test che ne hanno confermato l’autenticità.

In particolare si osserva che l’immagine che immortala il paesaggio, nel complesso è tutto sommato piuttosto chiara: la circostanza ha permesso di fare un ingrandimento abbastanza soddisfacente dell’ufo, ma non fino al punto da poterlo osservare in modo chiaro ed inequivoco.

L’ovni, acronimo di oggetto volante non identificato, come si vede dalla seconda foto scattata dopo appena 7 secondi dalla prima, è letteralmente sparito. Considerando che l’istantanea è stata scattata all’incirca a4 chilometri di distanza e l’ampio raggio del paesaggio immortalato, si possono trarre alcune conclusioni. O l’oggetto era molto veloce, ma allora non si spiegherebbe come mai sia stato ripreso in un modo così chiaro in rapporto alla sua distanza dal punto di scatto. Oppure, mentre nella prima foto era stazionario, è poi ripartito all’improvviso a velocità inimmaginabile, tanto da non comparire nella seconda foto dopo appena 7 secondi. Un’ipotesi estremistica, tanto cara a molti ufologi, è quella per cui era dotato di un qualche dispositivo di occultamento che nel secondo scatto ha reso l’ufo non percepibile dalla fotocamera.

Il testimone, alla luce di ulteriori indagini ed interviste è risultato affidabile.

Dott. Angelo Carannante

Presidente del Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M.)

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