Italia

Melania Rea: riemerge la pista della camorra

Di qualche giorno fa la condanna a Salvatore Parolisi per l’omicidio della giovane moglie Melania Rea, ma in attesa delle motivazioni dell’ergastolo comminato all’ex caporal maggiore i legali continuano a lavorare alle piste alternative.


Lo si apprende da Il Resto del Carlino.  Sulla morte della giovane donna appare l’ombra della camorra. Qualcosa sarebbe stata dichiarata da un pentito del clan dei Casalesi. Il Resto del Carlino riporta che L’uomo sin dalle prime fasi dell’inchiesta, avrebbe detto che non era Salvatore l’assassino, ma di cercare in altri ambiti. C’è da dire che dopo il delitto di Melania, quando Parolisi era in cella, senza collegamenti con quella vicenda, venne arrestata la soldatessa 25enne Laura Titta, che era la vivandiera di un boss della camorra. La ragazza comunque era arrivata in caserma dopo che Parolisi era già andato via. Una voce che gli inquirenti hanno evidentemente sentito e non tenuto in considerazione ma che adesso per Biscotti e Gentile diventa invece un elemento importante per poter indicare un nuovo scenario e un nuovo colpevole per il delitto di Melania Rea.

La testimonianza del pentito potrebbe, in secondo grado, dare nuove opportunità e far conoscere, qualcosa che non è noto.

Gli avvocati continueranno il loro lavoro.

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