Economia

Palomba Idv: interrogazione sul Geoparco necessità immediata di rilancio delle zone minerarie della Sardegna

Cagliari 6 OTTOBRE – «Per quale ragione, dopo oltre cinque anni dall’approvazione da parte della Comunità del Parco e dopo oltre un anno dall’inizio della protesta della Consulta delle Associazioni, non si è data attuazione alla proposta di riforma e al rilancio del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna»? Lo chiede in una interrogazione a risposta immediata al ministro dell’Ambiente Corrado Clini il deputato e segretario regionale dell’Italia dei Valori Federico Palomba che il mese scorso aveva scritto una lettera allo stesso ministro Clini rimasta senza esito.

Dopo aver ripercorso la storia del compendio, riconosciuto sin dal 1998 dall’Unesco quale esempio emblematico della rete europea e mondiale dei Geoparks e commissariato nel 2007 dal Governo, il deputato dipietrista ricorda la situazione di stallo che ha portato, l’anno scorso, alla minaccia da parte della stessa Unesco di escludere il Geoparco dalla rete internazionale dei parchi. «Dopo aver appreso dell’ammonimento dell’UNESCO, la Consulta delle Associazioni del Parco Geominerario, il 27 settembre 2011, ha dato vita a un presidio davanti alla sede della presidenza della Regione Sardegna, ancora oggi in essere, per denunciare questa incredibile situazione e sollecitare l’attuazione della proposta di riforma ponendo fine al regime commissariale con la nomina dei nuovi organi di gestione», afferma Palomba ricordando come la Regione Sardegna – sulla spinta della protesta delle associazioni e delle pressanti sollecitazioni della Comunità del Parco- lo scorso aprile ha inviato al Ministero dell’Ambiente un aggiornamento dell’originaria proposta di riforma come risultanza di una strategia unitaria concordata con tutte le istituzioni e le parti sociali interessate. «Nonostante ciò – afferma Palomba – le istituzioni competenti non sono state ancora capaci di rendere operativo uno strumento che potrebbe promuovere lo sviluppo e la rinascita culturale, sociale e economica delle aree minerarie dismesse della Sardegna come sta avvenendo con eccellenti risultati nei vecchi bacini minerari europei con la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro. Sembra che il Ministro dell’Ambiente sia pronto a emettere il decreto – afferma il deputato – ma manchi di fatto la concertazione con altri ministeri interessati: tale grave e inaccettabile inadempienza è da considerare politicamente paradossale e moralmente riprovevole alla luce della drammatica situazione di tensione sociale che stanno attraversando proprio in questi momenti gli stessi territori a causa degli effetti devastanti della crisi del settore industriale». Per questo Palomba chiede al ministro Clini un pronto intervento per far rispettare la volontà espressa dalle istituzioni locali, dalle parti sociali e dalle popolazioni interessate e minaccia di ricorrere a più efficaci strumenti di pressione parlamentare per esigere che i Ministri dello Sviluppo Economico, dei Beni Culturali e dell’Istruzione diano subito il concerto a quello dell’Ambiente.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione dell’On. Palomba

Interrogazione a risposta immediata in commissione

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

per sapere, premesso che:

il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO sin dal 1998 quale esempio emblematico della rete europea e mondiale dei GEOPARKS, è stato istituito con decreto del Ministro dell’Ambiente del 16 ottobre 2001 in attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 114, comma 10, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
per circa sei anni dalla sua istituzione è stato mantenuto nel più totale immobilismo a causa di numerosi vincoli di carattere burocratico, organizzativo e gestionale presenti nel decreto istitutivo e nello statuto del Consorzio del Parco che hanno impedito il suo regolare funzionamento e l’avvio dell’attività operativa;
nel febbraio del 2007 il Ministero dell’Ambiente, d’intesa con la Regione Sardegna, ha proceduto a commissariare il Consorzio del Parco al fine di poter provvedere con “tempestività” al suo riordino con la rimozione degli ostacoli e dei vincoli che ne avevano impedito il regolare funzionamento;
fin dal mese di luglio del 2007, dopo avere ottenuto l’approvazione unanime della Comunità del Parco, il Commissario del Consorzio del Parco ha trasmesso al Presidente della Regione Sardegna e al Ministro dell’Ambiente una proposta di riordino dello stesso Consorzio da attuarsi attraverso la modifica del Decreto istitutivo e dello Statuto, previa intesa da stipulare tra le due Parti;
a causa della mancata attuazione di tale proposta di riordino, il Consorzio del Parco versa in una mortificante e dannosa situazione di stallo che ha indotto l’UNESCO un anno fa a emettere un pesante ammonimento nei confronti dello stesso Consorzio quale preavviso di esclusione dalla rete europea e mondiale dei GEOPARKS;
dopo aver appreso dell’ammonimento dell’UNESCO, la Consulta delle Associazioni del Parco Geominerario, il 27 settembre 2011, ha dato vita a un presidio davanti alla sede della Presidenza della Regione Sardegna, ancora oggi in essere, per denunciare questa incredibile situazione e per sollecitare l’attuazione della richiamata proposta di riforma come presupposto per il rilancio del Parco Geominerario ponendo fine al regime commissariale con la nomina dei nuovi organi di gestione previsti nella stessa proposta di riforma;
la Regione Sardegna, sulla spinta della protesta delle Associazioni e delle pressanti sollecitazioni della Comunità del Parco, lo scorso aprile ha finalmente inviato al Ministero dell’Ambiente un aggiornamento dell’originaria proposta di riforma come risultanza di una strategia unitaria concordata con tutte le istituzioni e le parti sociali interessate (Province, Comuni, Università, Organizzazioni Sindacali e Associazioni);
le istituzioni competenti non sono state ancora capaci di rendere operativo lo strumento che il Parlamento, il Governo e la Regione Sardegna, hanno voluto istituire e finanziare undici anni fa, nel rispetto degli impegni assunti con l’UNESCO, per promuovere lo sviluppo e la rinascita culturale, sociale e economica delle aree minerarie dismesse della Sardegna come sta avvenendo con eccellenti risultati nei vecchi bacini minerari europei con la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro;
sembra che il Ministro dell’Ambiente sia pronto a emettere il decreto ma manchi di fatto la concertazione con altri ministeri interessati;
tale grave e inaccettabile inadempienza è da considerare politicamente paradossale e moralmente riprovevole alla luce della drammatica situazione di tensione sociale che stanno attraversando proprio in questi momenti gli stessi territori a causa degli effetti devastanti della crisi del settore industriale:-

quali siano le ragioni per le quali, dopo oltre cinque anni dall’approvazione da parte della Comunità del Parco e dopo oltre un anno dall’inizio della protesta della Consulta delle Associazioni, non si sia provveduto a dare attuazione alla proposta di riforma e al rilancio del Consorzio del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna nel rispetto della volontà fortemente e unitariamente espressa dalle istituzioni locali, dalle parti sociali e dalle popolazioni interessate e di quali informazioni disponga in merito alla mancata concertazione sopra accennata.

Palomba Piffari

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