Italia

Cagliari, parte la protesta contro l’amnistia per i corruttori

INCONTRO PUBBLICO ORGANIZZATO DAL DIPARTIMENTO GIUSTIZIA DELL’ITALIA DEI VALORI

Cagliari, 30 novembre 2012 – La corruzione e’ un fenomeno che costa all’Italia 60 miliardi all’anno. Eppure la legge 190, emanata nei giorni scorsi dal Parlamento, lungi dal combattere a fondo questa piaga, rischia di rivelarsi solo un’amnistia mascherata per i grandi corruttori del passato e un salvacondotto per i futuri corruttori. La soppressione della cosiddetta concussione per induzione (sostituita dalla induzione indebita a dare o promettere utilità) rischia infatti di essere un vero e proprio regalo per imputati eccellenti come Penati, Papa, Del Turco, Tedesco, fino all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Se ne è parlato oggi a Cagliari nel corso di un convegno pubblico organizzato dal Dipartimento Giustizia dell’Italia dei Valori. “Nella legge mancano provvedimenti che sarebbero stati veramente decisivi per la lotta alla corruzione – ha spiegato Federico Palomba, deputato IDV e vice presidente della commissione giustizia  che nelle scorse settimane ha contrastato alla Camera l’approvazione della legge -: mancano le norme sull’auto riciclaggio, la prescrizione lunga, il falso in bilancio e il voto di scambio – ha detto -: è un testo che avrebbero potuto scrivere benissimo i concussori se ne avessero avuto la possibilità perché’ porta alla rottamazione dei processi in atto e alla preclusione ad iniziarne degli altri perché la vittima, spesso e volentieri un onesto imprenditore, viene a sua volta punita”. Il responsabile del Dipartimento Giustizia dell’Idv Mario Marchetti ha sottolineato le pecche della nuova normativa evidenziando da un lato l’incongruità’ dello spacchettamento del reato di concussione con la  soppressione della concussione per induzione e, dall’altro, l’assurdita’ dell’esclusione di parlamentari e consiglieri regionali dal regime delle incompatibilità previsto dalla legge.


 “Le norme approvate dal legislatore  non sono sufficienti – ha poi detto Marchetti – e non e’ neppure adeguatamente curata la prevenzione che si svolge solo a tavolino: nessuno va a controllare cosa succede nelle pubbliche amministrazioni”. In rappresentanza degli imprenditori, il presidente regionale della Confindustria, Alberto Scanu, ha spiegato che “questa tipologia di reato condiziona la nostra vita economica perché’ altera la libera concorrenza”. In ogni caso, come ha sottolineato Luisa Sassu, assessore al Personale del Comune di Cagliari, il vero argine per la corruzione e’ una pubblica amministrazione che funziona: “se per ottenere un’autorizzazione bastassero dieci giorni non ci sarebbe bisogno di chiedere favori”.

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