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Infarto in treno? Morto un uomo. Trenitalia: il defibrillatore non è obbligatorio

foto archivio

Torino Porta Susa, un uomo alle 1637 “acchiappa al volo” un Freccia Rossa dopo qualche minuto un infarto.

Corsa, stress e pensieri. Infarto e panico sul treno. Alcuni medici presenti tra i passeggeri hanno prestato soccorso ma senza defribillatore c’era poco da fare.  Alle 17.03 dal treno parte la chiamata al 118. «Abbiamo chiesto al capotreno di fermare il treno ma ci è stato risposto che non era possibile», continuano hanno raccontato i viaggiatori al cronista de Il Corriere della Sera.Intanto durante la corsa, era stata chiesta una deviazione per prestare meglio soccorso all’uomo ma il personale di bordo non ha deviato il percorso e nemmeno effettuato lo stop, solo dopo 40 minuti il treno si ferma alla stazione di Rho Fiera, dove il paziente viene soccorso dal personale del 118 e viene rianimato, invano.

L’uomo è morto.


Forse se sul treno ci fosse stato un defribillatore l’uomo adesso sarebbe ancora in vita. Ma il regolamento Trenitalia non lo prevede infatti secondo la legge n°120 del 3 Aprile 2001, la presenza di un apparecchio elettrico sui treni non è obbligatoria.

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