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Primarie e Social Network: la parola alla gente. Fabrizio Sartori candidato alle prima di Roma

fabrizio sartori STUDENTI, COMMESSI E IMMIGRATI RACCONTANO FABRIZIO SANTORI

Il Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale dà il via alla sua candidatura alle primarie del centrodestra con un video virale su Youtube. Il Claim: “Guardiamoci negli occhi!”

 Cambia il modo di fare campagna elettorale attraverso i social network. Non più i politici che tentano di convincere i cittadini, ma una comunicazione “emozionale”, di stampo virale, con le persone in primo piano a raccontare le proprie storie e i bisogni più concreti.

E’ il caso del nuovo video di Fabrizio Santori, candidato alle primarie romane del centrodestra, diffuso in queste ore su Youtube. Un racconto per immagini in cui sono amici, insegnanti e parenti a metterci la faccia, mentre scorrono le immagini del candidato: il nuovo che avanza a colpi di primissimi piani e dettagli, come gli occhi, simbolo di trasparenza e onestà in cui i cittadini possono guardare con sicurezza.


Sulle note di Crystal Castle, inarrestabile melodia di Terry Devine-King, le persone raccontano il politico che hanno conosciuto, scoprendo poi l’uomo. Un fiume di ricordi fluisce assieme alla musica e compone un patchwork multicolore che restituisce il tratto caratteriale, la capacità, i valori di riferimento di Fabrizio Santori.

A parlare sono le persone comuni. Cittadini qualsiasi che tutti i giorni combattono la propria battaglia quotidiana. Gente che lavora, costretta a districarsi fra le mille trappole della burocrazia per ottenere semplicemente ciò che dovrebbe essere normale in una città come Roma. Sono loro, una maestra, un immigrato, una casalinga, un pensionato, uno studente, una commessa, un imprenditore e alcuni commercianti, a raccontare chi è Fabrizio Santori.

Si presenta così, in equilibrio fra innovazione e ricordi, il candidato alla primarie romane. Con semplicità nei racconti di chi lo ha conosciuto per una ragione o per l’altra, si va via via componendo il quadro. E le parole che restano stampate sono altrettanto semplici e immediate: onestà, iniziativa, disponibilità, coerenza, solidarietà, servizio, lealtà, coraggio, determinazione. E trasparenza. Mentre lui, il politico, resta sullo sfondo.

“E’ giusto che a parlare siano i cittadini – spiega Fabrizio Santori – Troppo spesso i politici dimenticano di essere al servizio delle persone e della città. Chiusi come sono nelle loro torri d’avorio, sequestrati dalle logiche di potere, blindati nelle stanze delle segreterie dei partiti dove decidono ogni cosa sulla testa degli elettori e smarriscono presto il contatto con la gente. E’ l’errore peggiore ma anche il più comune. Io non dimentico da dove sono venuto. Non l’ho mai dimenticato e non lo dimenticherò mai”.

Qui il video 


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