
Avevano escogitato un sistema diverso dal solito pizzo e così obbligavano i commercianti all’acquisto di gadget pubblicitari: tipo calendari, agende e penne, a un prezzo di gran lunga superiore a quello di mercato.
Inoltre imponevano ai ristoratori, agli organizzatori di feste patronali e di piazza e a titolari di emittenti televisive locali imponevano la scritturazione di cantanti neomelodici per esibizioni canore. Solo parte del compenso veniva poi consegnata al cantante, mentre la maggior parte del denaro finiva nelle tasche del clan. Tra le cantanti in questione vi era anche la compagna di uno degli arrestati.
Inoltre imponevano ai ristoratori, agli organizzatori di feste patronali e di piazza e a titolari di emittenti televisive locali imponevano la scritturazione di cantanti neomelodici per esibizioni canore. Solo parte del compenso veniva poi consegnata al cantante, mentre la maggior parte del denaro finiva nelle tasche del clan. Tra le cantanti in questione vi era anche la compagna di uno degli arrestati.