Esteri

Giornata Mondiale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: visita di due addetti comunali di Firenze in Sahara marocchino

Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia

Nota in occasione della Giornata Mondiale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e sulla visita di due addetti comunali di Firenze in Sahara marocchino

 

Abbiamo saputo dalla comunicato apparso sul sito del Comune di Firenze, ieri, che la presidente della “commissione Pace”, Susanna Agostini e il consigliere comunale di Firenze Andrea Vannucci “sono appena rientrati da un viaggio” considerato da loro “ricco di incontri” nella città di Laayoune nel Sahara marocchino, addirittura “in veste di rappresentanti di Firenze”, per pretesto di “acquisire una conoscenza diretta delle violazioni in tema di diritti umani” in Marocco.


Ma la realtà è ben diversa, i due fiorentini hanno visitato personaggi molto discussi in Sahara, e non hanno incontrato i rappresentanti di decina di migliaia di persone che sono scappati dai campi di Tindouf algerina, prigionieri marocchini nei carceri dell’Algeria e nel famigerato carcere Errachid a Tindouf, o i deportati a Cuba che sono ritornati in Marocco dopo anni di schiavitù nei campi di tabacco nell’isola infelice. Peggio ancora non hanno nemmeno pensato ad incontrare i partiti politici, sindacati, comune, provincia, regione, parlamentari, scuole …

I due fiorentini non hanno nascosto che il loro viaggio è stato organizzato proprio dai separatisti del “Polisario” teleguidati dall’Algeria e accompagnati da una donna che abbiamo contestato proprio due settimane fa, è una falsa difensore dei diritti umani, Aminatou Haidar attivata per una agenda di egemonia algerina.

Certamente, l’obiettivo come al solito nelle missioni teleguidate e quello di far pubblicare al loro ritorno “un comunicato” dejà vu di propaganda e di scorrettezza, e questo grave atteggiamento non giova né ai diritti dell’uomo né a Firenze né alla verità.

Peccato che i due fiorentini che sono andate con i soldi dei contribuenti in un momento di grave crisi economica per una missione non serve a nulla, e peccato che l’immagine di Firenze sia cosi calpestata da irresponsabili e parziali funzionari comunali.


Pero questi viaggi testimoniano la libertà e la democrazia che esistono in Marocco e testimoniano che le porte del nostro paese sono ben aperte a tutti, senza visto d’ingresso, senza accompagnamento e che non succede cosi in Algeria, precisamente nei campi di Tindouf. Ma questa apertura, a nostro parere, richiede ai viaggiatori la responsabilità e l’etica soprattutto quando si tratta di eletti o di commissione di “Pace” come quella fiorentina.

Da apportare che in risposta ai tentativi di screditare lo sviluppo dei diritti dell’uomo in tutto il territorio marocchino, il Consiglio di Sicurezza nella sua risoluzione 2044 dell’aprile 2012 ha apprezzato le riforme politiche del Regno marocchino e l’approvazione della nuova Costituzione portatrice dei valori universali. E ha apprezzato il lavoro del Consiglio Nazionale dei Diritti dell’Uomo CNDH operativo a Laayoune e Dakhla (sud del Marocco) dove sono stati Susanna Agostini e Andrea Vannucci, e l’interazione positiva del Marocco con il Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite a Ginevra. Peccato che i due fiorentini non hanno chiesto un incontro con lo stesso CNDH.

Noi nella RACMI in questa occasione che si coincide con 64 anni dopo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo inforniamo tutti che a Tindouf vive l’unica popolazione al mondo dipendente al 100% dagli aiuti umanitari internazionali, che non è stata mai censita e identificata e quotidianamente oppressa da un gruppo armato congiunto con l’Esercito algerino.

E che i sequestrati di Tindouf sono gli unici al mondo senza diritto di espressione, ai quali viene negata la possibilità di scegliere la residenza al di fuori delle tendopoli. E che le donne assistono impotenti alla deportazione dei loro bambini a Cuba private così dal loro diritto fondamentale di madri. E che i bambini dagli 8 ai 10 anni vengono sfruttati e strumentalizzati ogni estate in Italia come abbiamo pubblicato da anni ….

Chiediamo la liberazione immediata e senza condizioni dei sequestrati marocchini a Tindouf. Riteniamo come assoluta la responsabilità del Governo algerino per questo ignobile sequestro. Condanniamo l’atteggiamento bellicoso del Governo algerino e le sue continue provocazioni che tendono a mettere in discussione l’unità e l’integrità territoriale del Marocco tramite i separatisti del “polisario”.


Per tutto ciò, chiediamo al Comune di Firenze di darci uno spazio democratico solo per:

Sensibilizzare l’opinione pubblica fiorentina sulla vera natura del conflitto artificiale creato attorno al Sahara marocchino, informare tutti che l’attuale Sahara rappresenta la zona sud del Marocco, liberata dalla colonizzazione spagnola nel 1975 e non i “territori occupati” come pretende il separatismo, e per promuovere che il futuro del Marocco e dell’Algeria è nella realizzazione e nello sviluppo dell’Unione del Grande Maghreb proprio come l’esperienza positiva dell’Unione Europea e non nella balcanizzazione della regione promossa da separatisti, mercenari o desideri egemonici.

 

Nota ricevuta e pubblicata in intero.

Firmata

Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia

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