Economia

Sardegna. Credito, appello di CNA e Confartigianato

LA REGIONE PROROGHI I TERMINI PER LA LEGGE 949 E PERMETTA ALLE ASSOCIAZIONI DI AFFIANCARE I BENEFICIARI DEI CONTRIBUTI

 Una proroga di 60 giorni, dal 21 dicembre al 21 febbraio 2013, del termine chiedere il recupero delle pratiche pregresse per le agevolazioni previste dalla legge 949/52, il principale strumento agevolativo per il comparto artigiano, e concessione anche alle associazioni artigiane della possibilità di presentare direttamente, su delega dei beneficiari, la richiesta di contributo. Sono le due richieste contenute in una lettera inviata oggi all’assessore regionale Luigi Crisponi dai segretari regionali di Cna e Confartigianato Imprese, Francesco Porcu e Filippo Spanu. «Il prossimo 21 dicembre scadranno i termini entro cui le banche finanziatrici dovranno presentare  la domanda di ammissione al contributo previsto dalla legge


949/52 per le operazioni di finanziamento in favore delle imprese artigiane erogate dal sistema bancario e stipulate dalle società di locazione finanziaria dal 24 novembre 2012», scrivono Francesco Porcu e Filippo Spanu, dando atto all’assessore di aver tentato, con la delibera dello scorso 15 maggio, di evitare che il lungo periodo di inattività della misura agevolativa venga a ricadere su un sistema produttivo già messo in ginocchio dalla crisi.  «Considerato che il contesto di generale difficoltà renderà problematico l’ampliamento degli strumenti agevolativi, le imprese artigiane potranno contare sulla sola legge 949 – si legge nella lettera – ma decine di esse non riusciranno a presentare le domande nei termini previsti. Per questo motivo, Cna e Confartigianato chiedono all’assessore Crisponi di prorogare fino al 21 febbraio 2013 la scadenza entro cui le imprese potranno presentare le domande per il recupero delle pratiche pregresse e che venga aperta anche al sistema associativo la possibilità di poter direttamente presentare, su delega dei beneficiari, la richiesta di contributo al soggetto istruttore «affinché – concludono Porcu e Spanu – la misura dispieghi tutte le sue potenzialità a sostegno di un sistema produttivo prostrato da una crisi senza fine».

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