Salute

Sclerosi Multipla: un semplice esame dell’occhio (OCT) potrebbe prevederne la progressione

Un nuovo studio ha scoperto che un semplice esame dell’occhio potrebbe essere in grado di rivelare i primi segni del danno da sclerosi multipla (SM) nei malati con malattia debilitante.

Secondo il rapporto pubblicato sulla rivista medica Neurology, la tomografia a coerenza ottica (OCT) potrebbe monitorare facilmente i pazienti con SM.

La scansione dell’occhio misura lo spessore della retina, del rivestimento nella parte posteriore dell’occhio, e può essere facilmente eseguita in pochi minuti.

I ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine, che hanno condotto uno studio a cui hanno partecipato 164 pazienti con SM, hanno scoperto che quelli con un assottigliamento della retina avevano forme più precoci e più attive della malattia.


Il team, tuttavia, ha spiegato che sono necessari studi più grandi con un follow up a lungo termine per giudicare l’utilità del test nella pratica quotidiana.

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce il cervello e il midollo spinale, causando problemi con il movimento dei muscoli, l’equilibrio e la visione.

La SM è causata dai danni alla guaina mielinica, il rivestimento protettivo che avvolge le cellule nervose. Quando questo rivestimento del nervo viene danneggiato, i segnali nervosi rallentano o si fermano.

Il danno ai nervi è causato dalla infiammazione creata dalle cellule immunitarie del corpo, che attaccano il sistema nervoso.

Il monitoraggio della SM può essere difficile perché ha un percorso vario e può essere imprevedibile.

I scienziati credono che l’OCT potrebbe essere utile nel monitoraggio della SM, perché misura lo spessore delle fibre nervose alloggiate nella retina.

Dato che le cellule nervose della retina non hanno un manto protettivo della mielina, gli esperti ritengono che potrebbe essere in grado di mostrare i primi segni di danni della SM.


“Mentre si sono sviluppate diverse terapie per rallentare la progressione della sclerosi multipla, la sperimentazione sull’assottigliamento della retina negli occhi potrebbe essere utile per valutare l’efficacia di queste terapie”, ha spiegato l’autore dello studio il dottor Peter Calabresi.

Non esiste una cura conosciuta per la sclerosi multipla, ma ci sono terapie che possono rallentare la malattia attraverso il controllo dei sintomi e aiutare il paziente a mantenere una qualità di vita normale.

Fonte: http://www.presstv.ir/detail/2012/12/27/280388/eye-scan-can-reveal-ms-progression/

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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