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Il Carnevale di Putignano, uno dei carnevali più antichi d’Italia

Il Carnevale di Putignano, uno dei carnevali più antichi d'Italia Il Carnevale di Putignano, in provincia di Bari, è uno dei più famosi ed antichi carnevali d’Italia.

Secondo la tradizione, il Carnevale a Putignano ha origini antichissime che risalgono alla fine del Trecento, al tempo in cui i Cavalieri di Malta, che governavano la zona, trasferirono da Monopoli a Putignano i resti di Santo Stefano per proteggerli dai Saraceni. Per celebrare l’arrivo delle reliquie, i contadini lasciarono i campi, si imbrattarono il viso di farina e recitarono versi, satire e scherzi.

La maschera caratteristica del Carnevale di Putignano è Farinella, il cui nome deriva dall’antica pietanza locale. In precedenza Farinella era vestito di bianco e verde e indossava un cappello a tre punte. Oggi ci appare come un giullare di corte con vestiti colorati. Il nome di questa maschera deriva dalla farinella, un antico cibo della civiltà contadina, uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustoliti particolarmente gustoso che si usa mescolare a sughi ed intingoli, consumare con i fichi appena raccolti oppure come farina per alcuni particolari tipi di dolce.


Il Carnevale di Putignano inizia solitamente con la cerimonia del 26 dicembre in cui avviene lo scambio del cero allo scopo di chiedere perdono per i peccati che verranno commessi durante il carnevale e di seguito si apre la festa delle Propaggini, con gruppi travestiti da contadini che ironizzano sulla vita di paese.
Dal 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, tutti i giovedì si ironizza su alcuni ceti sociali; il 2 febbraio si tiene la Festa dell’Orso, durante la quale si prevede il clima per il resto dell’inverno.
La vigilia del martedì grasso si tiene l’Estrema Unzione , con una coreografica benedizione per le vie del paese.
Il martedì grasso si concludono i festeggiamenti con la sfilata di carri allegorici e il Funerale del Carnevale, rappresentato con maiale di cartapesta che viene bruciato nella piazza principale.
Infine, la festa termina con la Campana dei Maccheroni, in cui, in piazza Plebiscito,  viene issata una grande campana in cartapesta e grazie ad un sistema di amplificazione si possono ascoltare i 365 rintocchi registrati su una cassetta. Si mangiano i maccheroni al sugo di pomodoro con salsiccia e si balla durante i sessanta minuti che precedono la mezzanotte.

I giorni e gli orari delle sfilate dei carri sono i seguenti: 27 gennaio, 14.30; 3 febbraio, 11.00; 10 febbraio, 11.00; 12 febbraio, 19.00. Quest’anno i carri allegorici sono dedicati ai grandi film del maestro del cinema Federico Fellini.

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