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Sclerosi Multipla: pubblicata un’importante conferma italiana sul Metodo Zamboni

Sclerosi Multipla: pubblicata un’importante conferma italiana sul Metodo ZamboniE’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Acta Phlebologica del Collegio Italiano di Flebologia un interessante studio intitolato “Risultati da 823 esami duplex per insufficienza venosa cronica cerebrospinale in un centro vascolare

Secondo alcuni ricercatori italiani, coordinati dal Dr. Pietro M. Bavera di Milano, la diagnosi di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (chronic cerebrospinal venous insufficiency, CCSVI) mediante indagine ultrasonografica (ECD), risulta ancora alquanto controversa. Questo, verosimilmente per le necessarie tempistiche che riguardano la formazione degli operatori, ma anche per la consapevolezza di ciò che riguarda la “normalità”, in quanto questi segmenti vascolari non sono abitualmente esaminati.


Questo lavoro raccoglie i risultati di 823 esami ECD consecutivi eseguiti su malati affetti da sclerosi multipla (SM). In questo caso lo scopo era di riscontrare la presenza o meno dei parametri CCSVI secondo i criteri previsti dal protocollo Zamboni, così come gli eventuali benefici dopo aver effettuato la PTA. Sono stati inizialmente studiati, e considerati come gruppo di controllo, 60 pazienti non affetti da SM di età compresa tra 28 e 62 anni così da poter creare anche una adeguata curva di apprendimento sui vasi venosi del segmento cervicale. In seguito sono stati studiati 696 pazienti affetti da SM e 127 pazienti, che erano stati valutati positivi alla CCSVI, dopo trattamento con PTA.

Nel gruppo dei 60 pazienti di controllo, solamente 3 (5%) hanno fatto riscontrare una anomalia secondo i criteri del protocollo Zamboni mentre i rimanenti 57 erano totalmente privi di anomalie. Nel gruppo degli affetti da SM, 627 (90%) sono risultati positivi alla CCSVI con dati statisticamente rilevanti. Infine, 88 pazienti (69%) del gruppo post PTA sono risultati negativi alla CCSVI associando anche progressi nei disturbi sintomatici.

Al termine dello studio, secondo gli autori, questo lavoro pertanto ulteriormente dimostra l’associazione tra SM e CCSVI avendo anche un gruppo di controllo di pazienti sani e non affetti da CCSVI. Il controllo dopo la PTA permette inoltre di osservare progressi anche sotto il profilo emodinamico.

Fonte: http://www.minervamedica.it/it/riviste/acta-phlebologica/articolo.php?cod=R43Y2012N03A0141

COMMENTO:

Un’altra importante conferma sull’associazione tra la CCSVI e la sclerosi multipla che smentisce i risultati dello studio CoSMo presentati dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) durante una conferenza a Milano lo scorso 19.1.

About the author

Alessandro Rasman, 48 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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