EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Sclerosi Multipla: lettera/appello ai dirigenti ULSS 16 Padova per un nuovo un ECD per l’equipe di Avruscio

Siamo sei Onlus che in Italia si occupano di Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), la patologia venosa associata alla sclerosi multipla scoperta dal prof. Paolo Zamboni, e di Sclerosi multipla (SM). Abbiamo scritto una lettera/appello al Direttore Generale e al Direttore Sanitario della ULSS 16 di Padova, affinché – grazie all’acquisto di un nuovo apparecchio adeguato – il furto dell’ecocolordoppler avvenuto qualche giorno fa nell’ospedale S.Antonio a Padova  non pregiudichi l’insostituibile servizio offerto dall’equipe del prof. Giampiero Avruscio ai malati di CCSVI e SM.


“Il vostro ospedale, nell’ambulatorio di angiologia diretto dal prof. Avruscio, è uno dei pochissimi centri pubblici in Italia a occuparsi di studio e diagnosi di Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) in malati di sclerosi multipla (SM)” afferma la lettera, indirizzata al Direttore generale Urbano Brazzale e al Direttore sanitario Domenico Scibella, ai quali il gruppo di associazioni chiede anche un incontro urgente.

“Un servizio importantissimo che da cinque mesi consente a tante persone, soprattutto giovani adulti, di sapere con certezza se, oltre ad essere affetti da sclerosi multipla, sono malati anche della patologia venosa scoperta dal prof Paolo Zamboni. Un servizio fondamentale che offre anche la possibilità di un controllo specialistico in SSN a quanti, dopo un’angioplastica venosa fatta da medici privati, si trovano soli e senza un adeguato follow up”.


“Il furto dell’apparecchio ‘dedicato’, utilizzato dal dott. Avruscio e dalla sua equipe per fare l’ecocolordoppler venoso e intracranico ai pazienti, colpisce al cuore non solo il vostro ospedale, ma tutta la comunità dei malati di SM e CCSVI” proseguono le associazioni di volontariato. “Un furto che gli stessi investigatori definiscono ‘anomalo’, e con tutte le caratteristiche di un’inquietante azione ‘su commissione’ . Una cosa crudele oltre che  inaccettabile”. “I malati di sclerosi multipla di tutta Italia guardano al Veneto e al vostro ospedale con fiducia, stima, e speranza. Speranza, in un prossimo futuro, grazie alla mente illuminata degli amministratori della sanità veneta e alla volontà e preparazione degli specialisti, che alla diagnosi possa seguire anche la PTA in servizio sanitario nazionale: una grande conquista di civiltà”.

“Per tutte queste ragioni, a nome dei malati che rappresentiamo – conclude la lettera/appello – vi chiediamo con forza di non permettere che il lavoro intrapreso nel vostro ospedale venga interrotto, e di dare continuità a questo decisivo servizio ripristinandolo, con un’attrezzatura adeguata”.


A nome delle sei associazioni e fondazioni: AssiSM, CCSVI-SM, Il Bene, Isola Attiva, L’Abbraccio , Smuovilavita,

Ufficio Stampa CCSVI-SM Onlus

Gisella Pandolfo

Fonte: http://ccsvi-sm.org/?q=node%2F1732

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

Related

JOIN THE DISCUSSION

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com