Salute

Sclerosi Mutipla: tre nuovi studi confermano la teoria di Zamboni sulla CCSVI

Acta Phlebologica Acta Phlebologica 2012 Dicembre;13(3):141-8

Risultati da 823 esami duplex per insufficienza venosa cronica cerebrospinale in un centro vascolare

Bavera P. M., Agus G. B., Alpini D., Cecconi P., Guazzoni A., Tori A., Costantini E., Lupattelli T.

Obiettivo. La diagnosi di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (chronic cerebrospinal venous insufficiency, CCSVI) mediante indagine ultrasonografica (ECD), risulta ancora alquanto controversa. Questo, verosimilmente per le necessarie tempistiche che riguardano la formazione degli operatori, ma anche per la consapevolezza di ciò che riguarda la “normalità”, in quanto questi segmenti vascolari non sono abitualmente esaminati.

Metodi. Questo lavoro raccoglie i risultati di 823 esami ECD consecutivi eseguiti su malati affetti da sclerosi multipla (SM). In questo caso lo scopo era di riscontrare la presenza o meno dei parametri CCSVI secondo i criteri previsti dal protocollo Zamboni, così come gli eventuali benefici dopo aver effettuato la PTA.



Sono stati inizialmente studiati, e considerati come gruppo di controllo, 60 pazienti non affetti da SM di età compresa tra 28 e 62 anni così da poter creare anche una adeguata curva di apprendimento sui vasi venosi del segmento cervicale. In seguito sono stati studiati 696 pazienti affetti da SM e 127 pazienti, che erano stati valutati positivi alla CCSVI, dopo trattamento con PTA.

Risultati. Nel gruppo dei 60 pazienti di controllo, solamente 3 (5%) hanno fatto riscontrare una anomalia secondo i criteri del protocollo Zamboni mentre i rimanenti 57 erano totalmente privi di anomalie. Nel gruppo degli affetti da SM, 627 (90%) sono risultati positivi alla CCSVI con dati statisticamente rilevanti. Infine, 88 pazienti (69%) del gruppo post PTA sono risultati negativi alla CCSVI associando anche progressi nei disturbi sintomatici.

Conclusioni. Questo lavoro pertanto ulteriormente dimostra l’associazione tra SM e CCSVI avendo anche un gruppo di controllo di pazienti sani e non affetti da CCSVI. Il controllo dopo la PTA permette inoltre di osservare progressi anche sotto il profilo emodinamico.

Fonte: http://www.minervamedica.it/it/riviste/acta-phlebologica/articolo.php?cod=R43Y2012N03A0141

Current Health Sciences Journal Vol. 39, No. 1, 2013 Gennaio Marzo

Valore dei parametri doppler cerebrali per valutare un gruppo di pazienti con sclerosi multipla

AURA COTEANU, SIMONA GUSTI, CATALINA COTEANU

Antefatto: L’attuale definizione della sclerosi multipla è una malattia infiammatoria/degenerativa del sistema nervoso centrale con demielinizzazione focale attorno alle vene cerebrali. Nel 2007 è stata proposta una teoria che dimostra un’alterazione del flusso venoso cerebrale nei pazienti con sclerosi multipla. Il loro studio vuole vedere se vi è una differenza statisticamente significativa dell’emodinamica venosa cerebrale tra i pazienti con sclerosi multipla e le persone sane. Metodi: Abbiamo ammesso nello studio ventisette pazienti con sclerosi multipla possibile o definita, e trenta persone clinicamente sane. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a valutazione neurologica e ad esame doppler extra-cranico. Abbiamo calcolato per ogni vena giugulare interna un parametro chiamato ΔCSA. La somma di tutti i flussi venosi è stata quindi calcolata in clinostatismo ed in posizione seduta e la differenza tra i due parametri è stata denominata ΔCVF. Abbiamo valutato l’eventuale presenza di reflusso nella vena giugulare interna dopo un breve periodo di apnea. Risultati: Tra i risultati del parametro ΔCSA vi erano differenze con significatività statistica molto alta. Allo stesso modo un parametro ΔCVF negativo è significativamente associato alla sclerosi multipla. E’ stata osservata la presenza persistente di reflusso nella vena giugulare interna nel 60% pazienti con sclerosi multipla. Conclusioni: I parametri studiati hanno dimostrato che c’è un significato emodinamico nella patologia della sclerosi multipla. Quindi, i dati ottenuti hanno portato alla conclusione che la presenza di reflusso nella vena giugulare interna correlata con una ΔCVF negativa è statisticamente significativa nei pazienti con sclerosi multipla.

Fonte: http://www.chsjournal.org/current-issue/original-papers/the-value-of-doppler-cerebral-parameters-to-assess-a-group-of-patients-with-multiple-sclerosis

BMC Neurology 2013 Feb 13;13(1):20

Insufficienza venosa cronica cerebro spinale nella sclerosi multipla: un fenomeno altamente prevalente legato all’età

Roberta Lanzillo, Marcello Mancini, Raffaele Liuzzi, Orlando Di Donato, Elena Salvatore, Valentina Maglio, Giovanni Vacca, Luca Amato, Gennaro D¿Anna, Arturo Brunetti and Vincenzo Brescia Morra

Antefatto

Questo studio si proponeva di indagare la prevalenza e la rilevanza clinica dell’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) in pazienti con sclerosi multipla (SM) e controlli sani, utilizzando l’ecocolordoppler extra e transcranico.

Metodi

Abbiamo esaminato 146 pazienti con sclerosi multipla, che presentano sindrome clinicamente isolata, sclerosi multipla recidivante-remittente, secondariamente progressiva o primariamente progressiva, e 38 controlli sani. L’esame ecografico è stato eseguito secondo il protocollo Zamboni da tre ecografisti indipendenti. I risultati dell’esame ecografico sono stati confrontati con le caratteristiche cliniche e demografiche dei pazienti.

Risultati

La CCSVI, definita con la presenza di almeno due criteri positivi di Zamboni, è stata trovata nel 76% dei pazienti con sclerosi multipla e nel 16% dei soggetti di controllo. Le anomalie B-mode delle vene giugulari interne come stenosi, valvole malformate, annuli e setti sono le lesioni più comunemente rilevate nei pazienti con sclerosi multipla (80,8%) e nei controlli (47,4%). Abbiamo osservato una correlazione positiva tra la diagnosi ecografica di CCSVI e l’età del paziente (p = 0,003). Tuttavia, tale correlazione non è stata trovata nei controlli (p = 0,635). In particolare, non sono state trovate correlazioni significative tra i segni ecografici di CCSVI e le caratteristiche cliniche della sclerosi multipla, fatta eccezione per il flusso assente nelle vene giugulari, che è stato trovato più spesso a livello primario (p meno di 0.005) e secondario (p meno di 0.05) rispetto ai pazienti non progressivi. L’assenza di flusso nelle vene giugulari è risultata significativamente correlata con l’età del paziente (p meno di 0,0001).

Conclusioni

La CCSVI ecograficamente definita è comune nei pazienti con sclerosi multipla. Tuttavia, la CCSVI sembra essere principalmente associata con l’età del paziente, e scarsamente correlata con il decorso clinico della malattia.

Fonte: http://www.biomedcentral.com/1471-2377/13/20/abstract

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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