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Vulcano Marsili perforato? Geotermia o equilibrio ambientale?

Il vulcano Marsili dorme. Non esistono prove del suo risveglioDel vulcano Marsili abbiamo scritto più volte.

Il Marsili risulterebbe essere il più grande vulcano sommerso situato a nord delle Isole Eolie. Niente affiora in superficie infatti il vulcano è situato ben  500 metri sott’acqua. La struttura è immensa, recenti studi hanno scoperto la sua ampiezza:   alto circa 3.000 metri, con una struttura larga 30 km e lunga 70.

Del Marsili, oltre come ipotetica fonte di tsunami mediterraneo si è parlato anche sotto una accezione positiva infatti sembra sia una potenziale fonte di geotermia e dunque di energia rinnovabile infinita.

A questo punto però sembra proprio che il ministero dello Sviluppo Economico abbia recepito e inteso le potenzialità geotermiche del vulcano Marsili ed abbia poi concesso le autorizzazioni per alcune ricerche in merito alla potenzialità geotermica del vulcano dando autorizzazione ad una società che dovrebbe svolgere l’inchiesta.

La società che dovrebbe occuparsi ti tutto è la Eurobuilding.

Il mondo scientifico però sembra non essere favorevole infatti pare che le indagini possano arrecare delle conseguenze al delicato equilibrio idrogeologico del territorio.

I lavori sembra persino siano iniziati, c’è anche da segnalare però che la concessione è datata aprile 2010.  Per ora si apprende dal web (Palermo Oggi Notizie) che la Eurobuilding avrebbe  annunciato la imminente conclusione dei lavori di allestimento del primo pozzo geotermico offshore al largo delle coste settentrionali della Sicilia, per sfruttare le imponenti sorgenti di calore che potranno fornire energia elettrica pari a quella prodotta dalle più grandi centrali geotermiche del mondo.


Per ora il progetto sembra essere diviso in 3 tempi:  esplorazione, perforazione, produzione, con alle spalle un gruppo diricerca formato da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Istituto di Geologia Marina del CNR, Università di Chieti, Centro Ricerche Sperimentali del Politecnico di Bari.

Sempre secondo quanto riporta Palermo Oggi Notizie, ci sarebbe stata la perforazione grazie all’uso di una  piattaforma semisommergibile attraccata al fondo fra i 500 e i mille metri, che realizzerà la testata del pozzo geotermico offshore. Le unità per la produzione di energia saranno installate entro il 2015. 

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