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Argentina e dittatura: Bergoglio non sapeva?

Argentina e dittatura: Bergoglio non sapeva?Ma chi è Orlando Yorio? Di lui in queste ore si parla, si legge e si scrive.

Orlando Yorio era un gesuita  dell’Argentina di Videla. Yorio però è anche colui che aveva denunciato e d Bergoglio come responsabile del suo sequestro e delle torture .

Yorio però non ha mai potuto ascoltare le parole di Bergoglio  davanti al Tribunale Oral Federal 5.

A quei processi avrebbe affermato di aver conosciuto dell’esistenza di bambini rubati alle famiglie solo  dopo la fine della dittatura. Così si legge un un testo di Horacio Verbitsky, giornalista e scrittore argentino, pubblicato su Página/12


In realtà però il Tribunale Oral Federal 6, che ha giudicato il piano sistematico di appropriazione dei figli dei detenuti-desaparecidos , ha ricevuto documenti che indicano che già nel 1979 Bergoglio era ben informato ed era intervenuto almeno in un caso su richiesta del superiore generale, Pedro Arrupe. Dopo aver ascoltato il resoconto dei familiari di Elena de la Cuadra, sequestrata nel 1977, mentre si trovava al quinto mese di gravidanza, Bergoglio le consegnò una lettera per il vescovo ausiliare di La Plata, Mario Picchi, chiedendole di intercedere presso il governo militare. Picchi verificò che Elena aveva dato alla luce una bimba, che fu regalata a un’altra famiglia. “Ce l’ha una coppia per bene e non ci sarà modo di riaverla”, disse alla famiglia. Nella dichiarazione scritta, in occasione della causa dell’Esma per il sequestro di Yorio e dell’altro gesuita Francisco Jalics, Bergoglio ha detto che nell’archivio episcopale non c’erano documenti sui detenuti-desaparecidos. Ma chi gli è subentrato, l’attuale presidente, José Aranceto, ha inviato alla giudice Martina Forns una copia del documento  in merito alla  riunione tra il dittatore Videla e i vescovi Raúl Primatesta, Juan Aramburu y Vicente Zazpe. In quella riunione, si parlò con straordinaria franchezza sull’eventualità di dire o non dire che i detenuti-desparecidos erano stati assassinati, perché Videla voleva proteggere quelli che li avevano uccisi.

Nel suo classico libro “Chiesa e dittatura”, Emilio Mignone lo cita come paradigma di “pastori che consegnarono le loro pecore al nemico senza difenderle né riscattarle”. Bergoglio mi ha raccontato che in una delle sue prime messe come arcivescovo vide Mignone e fece per avvicinarlo al fine di dargli qualche spiegazione ma il presidente e fondatore del Cels alzò la mano facendogli capire che non voleva essere avvicinato da lui.

Intanto però  Bergoglio ha dovuto testimoniare in diversi processi ,quelli voluti dalle Madri di Plaza de Mayo. Gli imputati, tra gli altri, erano i generali-dittatori argentini Videla e Bignone.

Ma la legge argentina prevede che in base all’art. 250 del Codice di procedura penale argentino, le massime autorità dello Stato e della Chiesa possono non presentarsi in tribunale ed essere interrogate nella loro residenza ufficiale o presentare una dichiarazione scritta.

Bergoglio non ha mai risposto. 


Bergoglio doveva testimoniare in base alla richiesta di  Estela de la Cuadra.

Poi nel 2010 doveva rispondere dei fatti dell’ESMA e del sequestro e la sparizione di due gesuiti, Orlando Yorio e Francisco Jalics, poco dopo l’inizio della dittatura militare del 1976. 

Ed infine nell’aprile 2011 a Parigi doveva rispondere come testimone delle vicende legate al sacerdote Gabriel Longueville, sequestrato e ucciso nell’agosto 1976.  Bergoglio non ha mai testimoniato. 

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