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Finale Ligure: il mare fuori le mura a Finalborgo, con De Filippi Gagliardino e Spoletini

 Finale Ligure: il mare fuori le mura a Finalborgo, con De Filippi Gagliardino e Spoletini FINALE LIGURE- Una interessante mostra dal titolo: “Il mare fuori le mura” è la stimolante proposta del noto curatore d’arte, scrittore ed editor della “ Fratelli Frilli” Armando D’Amaro, che sarà inaugurata domenica alle ore 18 all’ Oratorio dei Disciplinanti nello spettacolare complesso monumentale di Santa Caterina. “ Una occasione ideale- dice Adalberto Guzzinati, gironalista e critico d’arte- per ammirare le ultime creazioni di tre validi artisti come De Filippi, Gagliardino e Spoletini”. A presentarci l’evento è stato lo stesso D’Amaro: “ Stretta tra mura medioevali la vergine e severa capitale di un marchesato guarda le spalle alla sorella che, distesa sul lungomare ornato di palme, si è concessa negli anni all’urbanizzazione turistica ed industriale.

E’ questa realtà – ci ha anticipato D’Amaro- che si è voluta evidenziare associando, all’Oratorio de’ Disciplinanti, le opere di Fernando De Filippi, Enzo Gagliardino e Claudio Spoletini, artisti di lungo corso che, con grande bagaglio tecnico, centrano il tema con lavori che, pur iconograficamente metafisici, stimolano sensazioni di concretezza”. In un luogo di storia e cultura per eccellenza le riunite “cifre” stilistiche dei tre artisti -le splendenti iperdettaglite palme del leccese, il mattone come unità architettonica bidimensionale del torinese ed i paesaggi urbani e inurbani mappati ‘a volo d’uccello’ del romano- riescono a cogliere infatti non l’inconcretezza, ma l’essenza della realtà, immortalando vedute che, pur sposandosi con il finalese, narrano di luoghi esemplificativi di uno sky line comune a riviere, e non solo, globalizzate: pesanti testimonianze lasciate dall’uomo senza che se ne scorga mai la presenza. “ De Filippi, Gagliardino e Spoletini- conclude D’Amaro- pur coerenti al loro personale rigore progettuale, hanno creato a e per Final Borgo un’ alchimia scenografica magicamente unica fatta di madornali edifici e di sgargianti surrogati di palmizi: introducendosi nello spazio espositivo il visitatore si troverà trasferito in una atmosfera filtrata e quasi mistica del reale, scenario che rappresenta simbolicamente la loro interiore e personalissima visione dei luoghi”. La mostra resterà aperta fino al 5 maggio, in orario pomeridiano.

CLAUDIO ALMANZI

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