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In Italia si elimina il pranzo. Chi per dieta chi per crisi! Pasta sparita dalla tavola

In Italia si elimina il pranzo. Chi per dieta chi per crisi! Pasta sparita dalla tavola Chi per economia chi per dieta: in Italia si rinuncia al pranzo completo. Un italiano su tre mangia solo pasta. Sazia e costa di meno.

Lo si deduce da un sondaggio online di Coldiretti dal quale si evidenzia che solo il 18% dichiara di fare quotidianamente un pranzo completo con un primo, un secondo, un contorno e un dolce o un frutto.

Sembra infatti che solo il 9% degli italiani mangia  solo un frutto o uno yogurt o un gelato mentre il 4% addirittura niente. Secondo quanto si apprende dalla Coldiretti, L’abbandono del pranzo completo è confermata  dal 24% di italiani che si limitano a consumare un secondo accompagnato dal contorno e dal 9% che preferisce un panino, un pezzo di pizza o un tramezzino.


In Italia sono stati consumati oltre 1,5 milioni di tonnellate di pasta, per un controvalore di 2,8 miliardi di euro ed in controtendenza rispetto al calo generalizzato degli alimentari: nel 2012 gli acquisti di pasta delle famiglie sono aumentati in quantità dell’1,1%, secondo Ismea-Gfk-Eurisko. L’aumento è stato accompagnato da una qualificazione della spesa con il boom nel 2012 della vendita sul mercato della pasta piu’ artigianale ottenuta con grano al cento per cento italiano, anche nell’ambito del progetto della filiera agricola tutta italiana della Coldiretti. L’Italia ha così il primato mondiale nel consumo di pasta che ha raggiunto – sottolinea la Coldiretti – attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese.

Con la crisi si assiste  ad un profondo cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani che tendono a frammentare durante il giorno la propria alimentazione, che in passato vedeva il pranzo e la cena come protagonisti indiscussi. Un duro colpo alla divisione classica dei pasti viene dai ritmi di lavoro con 7,7 milioni di italiani che si portano al lavoro il cibo preparato in casa e di questi sono oltre 3,7 milioni a dichiarare di farlo regolarmente, secondo l’indagine Coldiretti/Censis. La distanza tra l’abitazione ed il luogo di lavoro ed una diversa distribuzione degli orari di lavoro hanno spinto molti italiani a mangiare fuori casa ma hanno anche favorito – precisa la Coldiretti – la destrutturazione dei pasti.


Su tutto questo si è inserita peraltro la crescente attenzione agli aspetti salutistici dell’alimentazione con 16,9 milioni di italiani che dichiarano di seguire una dieta e di questi ben 7,7 milioni che dichiara di farlo regolarmente. Il rapporto con il cibo per un numero crescente di italiani è mediato da un approccio attento alle implicazioni sulla salute che dovrebbe essere fondato su indicazioni medico-scientifiche, ma che spesso si concretizza anche con il “salto” dei pasti principali. Questa alimentazione controllata, orientata allo star bene, irreggimenta – conclude la Coldiretti – il rapporto con il cibo di una quota molto elevata di italiani e ciò spiega, probabilmente, perché sono anche diffuse forme di trasgressione dalla dittatura delle varie piramidi alimentari che si esprimono, soprattutto, nelle occasioni in cui si mangia fuori casa in orari insoliti.

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