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Alle falde delle vette feltrine occidentali, quando a vincere è la montagna minore

16  LAGHETTO RODELLA E BASSO CORSO DELL'AUSOR“Sovramonte” di Ennio Poletti (DBS Zanetti Edizioni) è stato presentato venerdì sera a Sorriva (BL).

Un centinaio di persone ha applaudito venerdì sera a Sorriva di Sovramonte (BL) la presentazione del libro “Sovramonte” di Ennio Poletti.
La pubblicazione, edita da DBS Danilo Zanetti nella collana Centopiedi, si propone come la prima guida per escursionisti dedicata alle falde delle Vette Feltrine Occidentali. L’area comprende numerosi sentieri “non firmati”, come dice Mauro Corona, ma con un’offerta strepitosa sotto il profilo ambientale ed antropico. “Qui estetica e storia delle Prealpi e delle persone si fondono in panorami morbidi e di grande bellezza – spiega l’autore – perciò queste escursioni non sono solo indicazioni di percorso ma comprendono riferimenti alla storia e alla cultura per capire dove si sta transitando”.
I percorsi proposti dalla guida sono 11, alcuni facilmente praticabili anche da escursionisti senza allenamento. Sono tutti sentieri ad altitudini basse e sconosciuti: sono infatti escluse mete come Dal Piaz, Pavione o Vallazza a favore di itinerari noti fino ad oggi solo a chi abita la zona.
La guida è impreziosita da 130 foto a colori tutte inedite e da riproduzioni grafiche degli itinerari con indicazioni di difficoltà coerenti con quelle CAI, lunghezza, tempi di percorrenza, segnaletica, dislivello, riferimenti cartografici.
Spiega l’autore: “Chi si limita a frequentare queste zone solo stando a bordo di un’auto non ha idea di quanta ricchezza si celi lungo quella fitta rete di invisibili sentieri. Aggirarsi all’interno di queste poche decine di chilometri quadrati significa scoprire un passato di profondo rispetto per l’ambiente, che la modernità invece ha sempre relegato ai suoi margini. Antichi insediamenti, vie di comunicazione millenarie, antichi capitelli votivi eretti a conforto di una fede profonda, affreschi a sfondo religioso sulle facciate di vecchie abitazioni, fontane con lavatoio che rimandano alle fatiche sostenute dalle donne prima che arrivasse la lavatrice, vestigia di antichi manieri e casere con frontoni a gradoni che si ergono come monumenti in bellissime radure, mulattiere lastricate che sperano ostacoli in apparenza insormontabili: tutto questo, raccontato nella guida, fa di questi sentieri l’occasione per unire ad un sano esercizio fisico all’aria aperta la riscoperta delle Prealpi Venete e dei suoi abitanti presenti e del tempo passato”.

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