Economia

Pensione Scuola: ecco la sentenza della Corte dei Conti per Quota 96 e Classe 52. Esclusivo

Pensioni della scuolaNonostante tutto è arrivata la sentenza della Corte dei Conti. Delusi i ricorrenti.

Dopo un’attesa che ha portato tanti lavoratori della scuola allo stremo è arrivata la sentenza attesa. La Corte dei Conti ha bocciato l’istanza dei ricorrenti, ovvero  Quota 96, Classe 52.

Così si legge nel testo della sentenza:

Non sussistono i presupposti per la richiesta sospensione cautelare dei provvedimenti in questione, posto che è controverso un diritto pretensivo di parte ricorrente

Niente da fare, così sembra, battaglia persa? Ed ora?

Ancora la notizia non è stata percepita da tutti chissà cosa succederà e cosa pensano i sindacati e  sopratutto quali sono le sensazioni di chi ha atteso oltre un anno questa sentenza? Continueremo a seguire il caso anche grazie alle vostre segnalazioni ed al vostro contributo.


Sembra dunque resti il problema della pensionabilità dei docenti resta irrisolto infatti il Governo Monti con la riforma Fornero non aveva tenuto conto della specificità del Comparto Scuola, riconosciuta da leggi specifiche, eguagliandolo alle leggi generali di tutti gli altri settori della Pubblica Amministrazione, dimenticando che l’anno scolastico non coincide con l’anno solare e che si colloca, invece, a cavallo tra due anni solari, per cui nessun insegnante potrebbe abbandonare la sua classe il 31 dicembre.

La sentenza sembra dar ragione al Governo Monti. Chi andrà in pensione il 1 di settembre?

Testo della sentenza.

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8 Commenti

  1. E’ una vergogna, che, per difendere un proprio diritto e sanare una palese ingiustizia, si sia atteso quasi un anno e si possa liquidare con due parole, che potevano essere stilate in dieci minuti: “Non sussistono i presupposti…”,dimostrando di non aver neanche preso in considerazione quanto i diversi giudici avevano responsabilmente esaminato e trascinando i tempi, così da impedire ulteriori rivalse anche per questo ANNO SCOLASTICO (1 settembre-31 agosto) e non ANNO SOLARE (1 gennaio-31 dicembre). Evidentemente tra i circa 3500 lavoratori della scuola che aspettavano la sentenza, non c’erano parenti, amici o conoscenti dei giudici della Corte dei Conti, che avrebbero giustamente perorato la causa.
    I giudici della Corte dei Conti, come i nostri legislatori, hanno forse saputo che i ragazzi del 1952 erano quelli che mettevano i fiori nei propri cannoni e non si sono preoccupati di prendere delle decisioni usando un codice deontologico, ma solo una calcolatrice da quattro soldi.
    C’è però un limite a tutto. Comunque, grazie!

  2. E’ una vergogna che, per difendere un proprio diritto e sanare una palese ingiustizia, si sia atteso quasi un anno e si possa liquidare con due parole, che potevano essere stilate in dieci minuti: “Non sussistono i presupposti…”,dimostrando di non aver neanche preso in considerazione quanto i diversi giudici avevano responsabilmente esaminato e trascinando i tempi, così da impedire ulteriori rivalse anche per questo ANNO SCOLASTICO (1 settembre-31 agosto) e non ANNO SOLARE (1 gennaio-31 dicembre). Evidentemente tra i circa 3500 lavoratori della scuola che aspettavano la sentenza, non c’erano parenti, amici o conoscenti dei giudici della Corte dei Conti, che avrebbero giustamente perorato la causa.
    I giudici della Corte dei Conti, come i nostri legislatori, hanno forse saputo che i ragazzi del 1952 erano quelli che mettevano i fiori nei propri cannoni e non si sono preoccupati di prendere delle decisioni usando un codice deontologico, ma solo una calcolatrice da quattro soldi.
    C’è però un limite a tutto. Comunque, grazie!

  3. Dire Vergognosa la sentenza, vuol dire essere molto buoni verso dei giudici che minimamente pensano di tutelare i diritti calpestati da politici che tutelano solo ed esclusivamente i propri interessi. La legge dovrebbe tutelare tutti, ma sembra che tuteli solo i raccomandati o gli amici degli amici. Viviamo in un paese dove il diritto non esiste e noi ancora abbassiamo la testa a questi continui sopprusi. Noi del 52 eravamo i figli dei fiori, amavamo la democrazia, abbiamo lottato per avere i Decreti delegati nella scuola e permettere ai genitori ed alunni a partecipare alle attività scolastiche per migliorare la scuola italiana. Adesso dobbiamo subire le ingiustizie della politica italiana con dei giudici che a parere del sottoscritto, non sono ingrado di tutelare i diritti dei cittadini. Non è forse l’ora di ricominciare a lottare contro questi politici e contro una giustizia che non tutela nessuno o forse…….

  4. HO 62 ANNI – AUMENTERO’ LA DOSE DI ANTIDEPRESSIVI E ANSIOLITICI. IO CHE COMPIO GLI ANNI IL 26 SETTEMBRE ANDRO’ IN PENSIONE A 67 ANNI IN QUANTO DOVRO’ ASPETTARE ANCORA UN ANNO PER ANDARE IN PENSIONE IL 1 SETTEMBRE PERCHE’ QUESTA VOLTA LA CORTE DEI CONTI NON MI MANDA IN PENSIONE IL 31 DICEMBRE.
    BASTARDI: LA GENTE SI UCCIDE – NON HA PIù LA FORZA DI ANDARE AVANTI E LORO GIOCANO PERCHè STANNO BENE, NON HANNO PROBLEMI ECONOMICI E NON FINEREI MAI DI PONTIFICARE.
    GRAZIE FORNERO PIAGNONA GRAZIE MONTI BACCHETTONE BOCCONIANO – GRAZIE GIUDICI E GRAZIE ALLA POLITICA ITALIANA.

    GINA

  5. Precisazioni sul l’articolo qui riportato ….

    La Corte dei conti del Lazio non ha accolto la richiesta di pensionamento al 1 settembre di quest’anno, 2013, presentata da un gruppo di docenti appartenenti al personale della scuola che al 31 agosto 2012 aveva raggiunto la quota 96, secondo il vecchio ordinamento per andare in pensione e poi riformato con estrema superficialità dalla Legge Fornero.
    La motivazione della sentenza infatti è chiara:“Non sussistono i presupposti per la richiesta sospensione cautelare dei provvedimenti in questione, posto che è controverso un diritto pretensivo di parte ricorrente”
    Con la sentenza emanata il 2 aprile scorso della Corte dei conti del Lazio, in altre parole, non è stato concesso ai ricorrenti, che l’hanno richiesto in via cautelare, di presentare la domanda di pensionamento, dribblando così la legge stessa.
    L’intenzione tuttavia del personale “quota 96”, su consiglio del legale, è quella di sfruttare questa udienza al fine di poter ottenere una tempestiva seduta di discussione nel merito del ricorso, in modo da ottenere una prima pronuncia prima della fine dell’anno scolastico.
    La vera “madre di tutte le battaglie”, per sganciare definitivamente questi colleghi dalle grinfie di una Legge sbagliata, si combatterà nelle aule della Corte Costituzionale presso la quale è stato registrato il procedimento.
    Il ricorso alla Corte Costituzionale diciamo che voleva essere una “ulteriore verifica della correttezza di quanto chiede il Comitato “Q96” dal momento che la tesi proposta in fase giurisdizionale è diversa dal profilo della incostituzionalità in quanto il personale coinvolto ritiene che vi siano già le norme di riferimento per poter procedere con l’accoglimento del ricorso.”

  6. LA GIUSTIZIA…AHAHAHA MA QUALE GIUSTIZIA!!!!!NON INTERESSA LORO E’PER QUESTO…DEVONO SPIEGARE PERCHE’ NON SUSSISTONO I PRESUPPOSTI DOPO CHE TUTTI I GIUDICI ED ANCHE IL GOVERNO (AVETE RAGIONE MA NON C’E’ COPERTURA FINANZIARIA)CI HANNO DATO RAGIONE!!! 1 ANNO PER ASPETTARE QUESTA DECISIONE…VERGOGNATEVI ..TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. I remember il Regista Sergio Leone
    – il film “Giù la testa”
    ed infine il ritornello “Vamos a ….., vamos a MATAR Companeros…

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