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Sardegna, per la CNA è crisi dell’edilizia. Stime 2013 non rassicuranti

Sardegna, per la CNA è crisi dell'edilizia. Stime 2013 non rassicuranti
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Non si arresta la crisi del settore in Sardegna. Dopo il forte calo registrato nel 2011 (-7%), nel 2012 il settore sconta una ulteriore riduzione dei livelli di produzione che sfiora il 3%; ma soprattutto le prime stime per il 2013 indicano che i tempi per una ripresa non sono maturi: nell’anno in corso infatti il volume degli investimenti arretra ancora del 2,8% e il valore della produzione del 2% rispetto al 2012.

In Regione il livello complessivo della produzione del settore nel 2012 si attesta su poco più di 5,1 miliardi di euro, con una riduzione che riguarda i nuovi investimenti (-8%) a fronte della stagnazione del rinnovo.
I nuovi investimenti residenziali -10% si sommano al -6,8 del rinnovo, determinando una riduzione complessiva di quasi il 9% del segmento più importante del mercato. Male le opere del Genio Civile -8%. Unica nota positiva l’edilizia non residenziale (+7% tra pubblico e privato) ma si osservi che rispetto al livello massimo di espansione, il 2003, risulta inferiore del 44%.


 

“Siamo nel pieno di una crisi – dichiarano Francesco Porcu e Mauro Zanda rispettivamente segretario regionale CNA e presidente regionale delle costruzioni – che sta spazzando via centinaia di imprese, gettando sul lastrico migliaia di famiglie. La capacità di resistenza delle imprese ancora attive è allo stremo. Non hanno più disponibilità finanziarie, i rubinetti del credito sono chiusi e le banche stanno forzando le richieste di rientro”.

La condizione per attenuare la spirale recessiva è legata alle restituzioni dei crediti delle P.A. , all’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità e al il rilancio degli investimenti .

Sul patto di stabilità sosteniamo la proposta di emendare La legge Regionale 16 del 2010 per risolvere l’annosa questione della doppia imposizione dei vincoli di “patto” a danno delle risorse destinate al Fondo Unico degli Enti locali. Si libererebbero circa 600 milioni di euro da destinare allo sviluppo e al rilancio degli investimenti

Le speranze accese nelle scorse settimane in ordine alla possibilità che la P.A. – affermano i vertici di CNA – liquidi finalmente con tempestività i crediti vantati dalle imprese, stanno affogando nella macchinosità delle procedure, nei bizantinismi dei regolamenti, nella trafila dei provvedimenti autorizzativi, e induce a pensare che non arriveranno risposte certe e immediate.

Il decreto del governo – secondo Porcu e Zanda – non prevede alcun meccanismo operativo che consenta alle imprese di ottenere in via diretta il pagamento di quanto dovuto.

Sosteniamo da tempo- affermano – che vada introdotta la possibilità di una compensazione tra crediti commerciali e somme dovute a titolo tributario, previdenziale e assistenziale.

“Tutto questo non basta, sono necessarie poi politiche pubbliche, che rimettano in moto la domanda e sostengano gli investimenti.


Il governo regionale su questo punto è inerte, non fa nulla, ma è pure inadempiente.

Degli impegni assunti lo scorso anno, per l’avvio dei piccoli cantieri e sulle opere immediatamente cantierabili, è rimasta solo confusione e un nulla di fatto.

La manovra di bilancio 2013 è infarcita di misure inefficaci e assistenziali, su cui vengono appostate risorse che con miglior esito dovrebbero essere indirizzate, come proponiamo da tempo, per sostenere l’avvio di un programma di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici pubblici.

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