
Il sequestro ha colpitoi fratelli Michele, Giovanni e Maurizio Pellegrino, imprenditori, pregiudicati operanti nel settore del movimento della terra e ritenuti vicini alla cosca “Santaiti-Gioffrè”.
Ci sono voluti circa due anni di indagini per arrivare al sequestro beni ed all’obbligo di sorveglianza speciale per i Pellegrino.
Tra il patrimonio sequestrato risulterebbero esserci anche terreni, fabbricati, autovetture, disponibilitàfinanziarie ed aziende operanti nel settore scavi e movimento terra.
Le investigazioni come ben si può immaginare hanno compreso tutti i familiari dei Pellegrino. Ed è da qui che se ne sarebbe tratta la vicinanza dei Pellegrino al crimine organizzato operante nel Ponente Ligure e non solo.
I Pellegrino sarebbero da ritenere vicini a persone che potrebbero essere contigui alla ‘ndrangheta e presumibilmente facenti capo alla cosca “Santaiti-Gioffré” di Seminara, non solo i Pellegrino hanno legami familiari con soggetti indagati nell’indagine “Maglio 3” ed esattamente Benito Pepè e Francesco Barillaro.
I beni immobili confiscati risulterebbero essere 17 unità fra cui i ville, terreni e appartamenti di lusso, serre floricole, 25 fra autovetture ed autocarri aziendali, disponibilità bancarie, postali e titoli di credito, di quote e proprietà di 4 società, tra cui la “F.lli Pellegrino s.r.l.” e la “Grotta del drago”, rispettivamente la prima in grado di aggiudicarsi appalti e subappalti, anche nei lavori pubblici, e la seconda di gestire il famoso ed omonimo night club di Sanremo.