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Sardegna. Secchi, Idv, Il comune di Cagliari aderisca alla campagna europea Un anno contro lo spreco, 2013.

 Ferdinando Secchi Secondo le ultime stime della FAO nel mondo si spreca più di un terzo del cibo che viene prodotto mentre sarebbe invece necessario aumentare la produzione alimentare almeno del 70% per nutrire una popolazione che nel 2050 conterà 9 miliardi. Se si potessero recuperare le perdite e gli scarti si potrebbe nutrire per un anno intero metà dell’attuale popolazione mondiale: 3,5 miliardi di persone.


Lo spreco alimentare è uno scandaloso paradosso del nostro tempo. Per questo motivo i consiglieri comunali dell’Italia dei Valori hanno chiesto al sindaco Massimo Zedda di unirsi ai mille sindaci, italiani ed europei, che hanno siglato la Carta “Spreco zero” e a rendere di conseguenza subito operative le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati nella filiera agroalimentare per redistribuirli gratuitamente a categorie di cittadini che vivono al di sotto del reddito minimo.

I consiglieri Idv invitano il sindaco Zedda e la sua Giunta a emanare norme e realizzare progetti atti a mettere in pratica quanto prima le linee direttrici della Risoluzione del Parlamento europeo per la lotta allo spreco alimentare in modo da rendere i consumatori consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia.

«Mentre da una parte si spreca dall’altra si soffre il disagio da povertà – spiega il primo firmatario dell’interrogazione Ferdinando Secchi -: la politica, anche a livello comunale, deve riallineare questo squilibrio e ridurre progressivamente lo spreco anche alla luce dei dati che indicano che la parte preponderante degli sprechi alimentari avviene a livello domestico, e almeno il 60% di questo spreco potrebbe essere evitato e rappresentano a livello nazionale lo 0,96% del Pil. La firma della Carta Spreco zero – prosegue Secchi – impegnerà il nostro primo cittadino a misure concrete di abbattimento degli sprechi sul nostro territorio: buttando via il cibo si sprecano le risorse naturali impiegate – suolo, acqua e energia – per produrre, trasformare, distribuire e smaltire.


Si determinano inoltre impatti negativi non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale. In Italia lo spreco alimentare nel percorso dal campo al supermercato corrisponde a circa 3,6 milioni di tonnellate all’anno. Una quantità di cibo sprecato che comporta l’emissione di 4,14 milioni di tonnellate di CO2».

«Tutte queste cifre sono molto eloquenti e drammatiche – aggiunge il capogruppo Idv Giovanni Dore -. Siamo convinti che anche da questa iniziativa possano passare le politiche anticrisi e non abbiamo alcun motivo di pensare che il sindaco Zedda possa rifiutare il nostro invito, seguendo peraltro l’esempio dei suoi colleghi di città come Milano, Torino, Napoli, Bologna, Padova e Trieste».

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