Salute

Sclerosi Multipla: lo studio sulla CCSVI del Policlinico Federico II° di Napoli smentisce i risultati dell’Aism

napoliL’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) sta continuando a presentare in giro per l’Italia i risultati dello studio epidemiologico CoSMo (non ancora pubblicato su alcuna rivista scientifica) secondo i quali non ci sarebbe una correlazione tra l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), scoperta nel 2007 dal prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara, e la sclerosi multipla (SM), malattia gravemente invalidante che colpisce 63.000 italiani e per la quale non purtroppo non si conoscono ancora né le cause né una terapia definitiva e valida per tutti, nonostante le ingenti risorse investite per la ricerca, soprattutto nel ricco settore farmaceutico.


L’Aism curiosamente considera lo studio CoSMo (pieno di vizi nel protocollo e soprattutto nelle sua applicazione) come “definitivo” mentre invece esistono numerosi studi italiani ed esteri che hanno confermato le pubblicazioni fatte dal prof. Zamboni.

Segnaliamo in questa sede anche l’interessante studio pubblicato nel febbraio 2013 sulla rivista scientifica BMC Neurology da un team del Policlinico Federico II° di Napoli, ed intitolato “Insufficienza venosa cronica cerebro spinale nella sclerosi multipla: un fenomeno altamente prevalente legato all’età“.

 

Il centro SM del Policlinico Federico II° di Napoli, diretto dal prof. Vincenzo Brescia Morra, ha tra l’altro partecipato anche allo studio CoSMo dell’Aism.

Lo studio si proponeva di indagare la prevalenza e la rilevanza clinica dellì’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) nei pazienti con sclerosi multipla (SM) e nei controlli sani, utilizzando l’ecocolordoppler extra ed intracranico.

Sono stati esaminati 146 pazienti con sclerosi multipla, che presentavano una sindrome clinicamente isolata, sclerosi multipla recidivante-remittente, secondariamente progressiva o primariamente progressiva, e 38 controlli sani. L’esame ecografico è stato eseguito secondo il protocollo di Zamboni da tre ecografisti indipendenti. I risultati dell’esame ecografico sono stati confrontati con le caratteristiche cliniche e demografiche dei pazienti.


La CCSVI, definita come la presenza di almeno due criteri positivi di Zamboni, è stata trovata nel 76% dei pazienti con SM e nel 16% dei soggetti di controllo. Anomalie in B-mode delle vene giugulari interne, come stenosi, valvole malformate, annuli e setti sono state le lesioni più comuni rilevate nei pazienti con sclerosi multipla (80,8%) e nei controlli (47,4%). E’ stata osservata una correlazione positiva tra la diagnosi ecografica di CCSVI e l’età dei pazienti (p = 0.003). Tuttavia, tale correlazione non è stata trovata nei controlli (p = 0,635). In particolare, non sono state trovate correlazioni significative tra i segni ecografici della CCSVI e le caratteristiche cliniche della SM, ad eccezione di dell’assenza di flusso nelle vene giugulari, che è stata trovata più spesso nei pazienti primariamente (p <0.005) e secondariamente progressivi (p <0.05) rispetto al pazienti non-progressivi. L’assenza di flusso nelle vene giugulari è risultata significativamente correlata con l’età dei pazienti (p <0,0001).

Al termine dello studio, secondo gli autori, La CCSVI ecograficamente definita è comune nei pazienti con sclerosi multipla. Tuttavia, la CCSVI sembra essere associata principalmente con l’età del paziente, e scarsamente correlata con il decorso clinico della malattia.

Fonte: http://www.biomedcentral.com/1471-2377/13/20

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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