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Sostanze chimiche per la conservazione del pesce fresco E’ allarme “cafados”

pesceUna nuova insidia “servita” a tavola. Dopo lo scandalo dell’ultimo periodo sulla carne, ora tocca al pesce.

Per rendere  più appetibile il prodotto, pescatori e commercianti senza scrupoli hanno introdotto l’uso di prodotti chimici per allungare la vita del pesce fresco. In commercio, dunque, c’è del pesce “dopato”. E’ questa la denuncia dell’associazione Slow Food che dal  Slow Fish di Genova pone il problema dell’uso di sostanze chimiche nel pesce ed in particolare per le segnalazioni sull’uso di una sostanza in vendita via internet in Spagna, il ‘cafados’ .


Gli esperti presenti alla manifestazione hanno chiesto al Governo di avviare un piano nazionale di controlli nei mercati ittici contro l’uso di sostanze chimiche per la conservazione del pesce fresco. Il ‘cafados’, mescolato al ghiaccio mantiene per oltre una settimana inalterate le caratteristiche del pesce facendolo sembrare fresco. In verita’ il pesce marcisce e produce stamina che ha effetti tossici e puo’ creare problemi gravi di salute a chi ha disturbi al cuore. Il cafados viene usato in genere per le acciughe: dopo due giorni dovrebbero diventare rosse e non essere piu’ toniche mentre invece ‘dopate’ sembrano fresche di giornata.

”Non vogliamo fare inutili allarmismi – spiega Greco, responsabile scientifico di Slow Fish – ma porre il problema: la facilita’ di procurarsi il cafados puo’ fare crescere il fenomeno. Accanto a qualche disonesto ci puo’ essere anche chi usa in buona fede il prodotto chimico”.

Greco denuncia anche l’uso di altri prodotti chimici come l’acqua ossigenata. ”Nel 2010 il Ministero aveva emesso una nota sottolineando il divieto di usarla – dice Greco – ma qualcuno lo fa. Mantiene l’aspetto brillante e rende piu’ bianche le carni dei molluschi come seppie, calamari e totani”.

”C’e’ un problema anche con l’acido borico, che e’ tossico – aggiunge Greco – e che viene usato a bordo dei pescherecci per mantenere il colore rosso dei gamberoni. Magari lo fanno in buona fede ma devono smetterla. Per il tonno proveniente dal Vietnam e dall’India, infine, qualcuno usa in modo fraudolento e pericoloso il monossido di carbonio per ‘ringiovanire’ il pesce”.

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