
In Sardegna il crimine ha un backroung forte ma cosa certa ed assodata non tante sono le organizzazioni criminali che agiscono sull’Isola ed ovviamente a tutte fa gola la Costa Smeralda.
Costa Smeralda paradiso marino, zona turistica per eccellenza, piccola Hollywood per star e starlette, luogo di incontro tra lagnati di ogni genere non poteva che attirare anche l’ex primula rossa di Sardegna ed ora infatti si scopre si una inchiesta parallela.
Nell’inchiesta ci sarebbero i fatti riguardanti la vicenda di Capo Ceraso e del pastore Paolo Murgia oppostosi a Berlusconi, che nei terreni di Capo Cereso pare volesse costruire Olbia due, ovvero tanti alberghi e posti barca.
In quegli anni il costo dei terreni in Costa Smeralda non era ancora impressionante, si trattava di location agricole, pietraie e alberi sparsi nulla più ma lì Paolo Ceraso aveva il suo pascolo, il suo stazzo e un gregge di pecore.
Murgia un pò come tutti i pastori sardi quel terreno lo acquisirà tramite usucapione e per andarsene via, qualche anno dopo chiederà cifre da sogno: 3milioni di euro. Murgia salirà alle cronache come il pastore cheblocca il magnate, ovvero Berlusconi.
Poi però nel 2010 a quanto pare, pochi mesi prima di morire Murgia lascia la terra per soli 700mila euro sul pastore vincerà così l’‘Immobiliare Alta Italia, la società che acquisì i terreni.
Ma come mai?
Dopo si scopre che il pastore Murgia conosceva Antonio Mesina, fratello di Graziano, l’ex primula rossa, a quanto pare esperto pure di trattative immobiliari offrirà la sua consulenza in materia.
E così che si chiude l’affare delle 700mila euro al pastore e delle terre all’immobiliare milanese.