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Rivolta a Rabuni: I saharawi gridano “vattene” al capo del “polisario”, rappresaglia feroce contro i ribelli

Rivolta a Rabuni: I saharawi gridano “vattene” al capo del “polisario”, rappresaglia feroce contro i ribelliCentinaia di manifestanti si sono radunati nel campo Rabuni a Tindouf in Algeria (luogo dove è stata rapita l’italiana Rossella Urru e due spagnoli dai terroristi locali, sequestrati per nove mesi poi liberati dopo un pagamento di milioni di euro dall’Italia e la Spagna), la manifestazione è stata ideata all’occasione della presenza di Hamatù Haduhen alias Mohammed Abdelaziz, capo dei separatisti con un gruppo dei suoi vicini e alcune personalità algerine, in un edificio, per partecipare ad un incontro.

La manifestazione è stata organizzata per denunciare le dure condizioni di vita dei detenuti saharawi nei campi del polisario in Algeria, l’arricchimento ingiustificato della dirigenza del polisario e l’abrogazione delle pratiche della schiavitù nei campi.
Secondo fonti del luogo, riportate da numerosi siti e massa media internazionali, in particolare da “Futuro Saharawi” e “Algeria Times”, le tensioni erano altissime durante la manifestazione, i giovani saharawi hanno preso d’assalto l’edificio circolando Mohamed Abdelaziz e gli algerini, candidando lo slogan della primavera araba in Libia, Tunisia e Egitto “Vattene” all’indirizzo del capo del polisario e del regime algerino.
Le stesse fonti hanno precisato che Mohamed Abdelaziz e i funzionari algerini sorpresi dei slogan, sono stati costretti a scappare fuori dall’uscita di emergenza di dietro e di allontanarsi scortati dall’Esercito algerino dall’edificio.


Come sempre, la rappresaglia e la vendetta dei miliziani del polisario e la polizia politica algerina non si hanno fatto tarde, le nostre fonti hanno riferito che milizie armate del polisario hanno attaccato violentemente i manifestanti, i giovani ribelli sono stati rapiti dalle loro case e sono stati presi a destinazioni sconosciute, mentre Mohamed Abdelaziz ha ordinato di sospendere la razione di aiuti alimentari internazionali alle famiglie dei giovani rapiti e ai partecipanti a questa manifestazione e di mettere le loro case sotto sorveglianza stretta. Ora la dirigenza teme una nuova reazione delle famiglie delle vittime.
La popolazione dei campi in Algeria vive al cento per cento dagli aiuti alimentari internazionali.
A notare che l’Esercito e la gendarmeria algerina hanno costruito ultimamente muri di sabbia attorno ai campi di Tindouf e partecipano sempre all’atrocità contro gli oppositori e gli autonomisti saharawi favorevoli all’autonomia locale del Sahara nel quadro dell’unità marocchina.


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Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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