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Sardegna: allarmante la situazione del mattone. Dati esaminato dal presidente regionale Paderi, Confartigianato Edilizia

Sardegna: allarmante la situazione del mattone. Dati esaminato dal presidente regionale Paderi, Confartigianato Edilizia Ecco i dati che hanno sgretolato il mattone sardo: il peso della crisi, i posti di lavoro persi, i costi di costruzione e i tempi
della burocrazia. Paderi (Presidente Confartigianato Edilizia): “Dobbiamo salvare tutte le 20mila imprese edili della Sardegna che ancora reggono”.

Crisi, burocrazia asfissiante, costo crescente dei materiali e del lavoro e compravendite ridotte al lumicino, sono i fattori che hanno sgretolato l’impresa edile della Sardegna. Ovvero nessuna azienda del “sistema casa” è stata risparmiata: costruttori, produttori, rivenditori di materiali e impiantisti.

Negli ultimi 12 mesi, il comparto isolano ha perso 4mila addetti mentre dal 2008 sono andati in fumo oltre 19mila posti di lavoro (ISTAT).
Nel 2012, per esempio a Cagliari, per una concessione edilizia ci sono voluti 252 giorni, con un gap rispetto alla media Ocse di 109 giornate. Ancora peggio per ottenere un permesso per nuove costruzioni: oltre 12 mesi di attesa (ISTAT e Istituto Tagliacarne) Dal 2007 a oggi il crollo del PIL sardo è stato drammatico: -8,6%. Per le famiglie, in questo primo semestre del 2013, la dinamica della spesa per consumi è continuata a diminuire registrando un -1,2% rispetto allo scorso anno (Prometeia/Istat/Unioncamere).
Nell’ultimo trimestre del 2012, giù anche le compravendite: il valore percentuale ha fatto registrare un -29,6%, riportando la dinamica di acquisti/vendite ai valori del 1985. Crollati anche il prezzo delle abitazioni: sempre nell’ultimo trimestre del 2012, si è registrato un -5,4% rispetto al 2011 (Agenzia del territorio).
Cresciuti invece i costi di costruzione e ristutturazione; ad aprile 2013, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, sono cresciuti mediamente del 0,4%. Tra varie voci di costo la mano d’opera è cresciuta del 0,9%, i materiali dello 0,1%, i trasporti dello 0,9% e il noleggio dell’1,5%. Impennata del costo degli impianti di  riscaldamento (+4,9%), degli inerti (+0,8%), delle
impermeabilizzazioni (+1,7%). Al contrario crollo dei metalli (-9,3%)
(ISTAT).

“In questi ultimi anni – afferma Sandro Paderi, neo Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna – in tanti si sono esercitati nel dare ricette per salvare l’edilizia della Sardegna ma, stando ai dati, di risultati se ne sono visti veramente pochi”. “Però il più importante obiettivo che dobbiamo avere – continua Paderi – è quello di salvare tutte le 19.885 imprese edili che stanno reggendo e che, con enormi sacrifici, hanno tenuto i 30mila addetti”.
“Serve subito una terapia d’urto – riprende il Presidente degli edili – a base di semplificazioni e taglio della burocrazia, di sgravi fiscali concreti e di incentivi mirati, di pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, di credito bancario. Soprattutto bisogna ridare serenità e potere d’acquisto alle famiglie, devastate dalle tasse”. “In più –prosegue – è necessario il varo di un piano per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato e la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro”.
“Chiediamo alla Regione e agli Enti Locali – sottolinea ancora – che facciano di tutto per stimolare la domanda interna e per dar vita a una spirale virtuosa, perché solo con la crescita si potrà ridare fiducia a questo settore”.

Paderi evidenzia come negli ultimi 6 anni il settore edile si sia avvitato in una deriva negativa entrando, come il resto dell’economia, nella più dura recessione mai vista dal dopoguerra. “Dal 2008 – affermano – gli investimenti sono diminuiti del 40%, portando l’attività produttiva ai livelli di 40 anni fa. E la situazione peggiorerà ulteriormente se non si metteranno subito in campo azioni dirette ad arrestare il declino. Il tempo è scaduto: il comparto da solo non può più resistere. Servono interventi urgenti da attuare subito, nell’ambito di una nuova politica economica che rimetta in moto il settore”.

Per Paderi “è necessario rendere strutturali le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica in edilizia, soprattutto nei condomini per le parti in comune.
L’efficacia di queste misure, che il Governo ha prorogato a fine anno con il provvedimento sull’ecobonus e le ristrutturazioni in edilizia, è dimostrato dall’aumento del 5,5% della produzione delle costruzioni tra marzo e aprile 2013, da attribuirsi soprattutto all’accelerazione di interventi di riqualificazione avviati dalle famiglie italiane in prossimità della scadenza delle agevolazioni originariamente prevista per il 30 giugno, cioè prima della proroga”.

In conclusione, il neo Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna, sottolinea come il 60% del patrimonio immobiliare nazionale risalga a prima degli anni ’70 affermando come “si deve puntare sulla manutenzione e vanno resi permanenti gli incentivi per favorire la riqualificazione di edifici, case e quartieri. Così come occorre definire un piano straordinario e programmi integrati per il recupero, il riuso e la valorizzazione del patrimonio pubblico, la tutela dei beni artistici, culturali e naturali. Il nuovo modello su cui puntare non può più essere solo la costruzione di nuovi edifici ma, soprattutto il passaggio dal costruire al ‘costruito’, che privilegi interventi sull’esistente, evitando l’inutile consumo del territorio”.

Le costruzioni in Sardegna
Imprese edili (totali) Imprese artigiane edili % imprese artigiane sul totale costruzioni
Cagliari 7.205 3.972 55,1%
Nuoro 3.394 2.609 76,9%
Oristano 1.482 1.186 80,0%
Sassari 7.804 4.657 59,7%
Sardegna 19.885 12.424 62,5%

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