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Vincere lo sfruttamento del lavoro minorile si può: Rania in Egitto c’è l’ha fatta

Vincere lo sfruttamento del lavoro minorile si può: Rania in Egitto c'è l'ha fattaIn Egitto sono 1,59 milioni i bambini che lavorano, Plan con un suo programma contro il Lavoro Minorile li toglie da situazioni pericolose e inserisce le madri in programmi di microcredito per dare un sostegno economico alla famiglia

 

Milano, 12 Giugno 2013 – In occasione della Giornata Internazionale contro il Lavoro Minorile di oggi 12 GiugnoPlan presenta una storia a lieto fine, raccontata direttamente da Rania che vive in Egitto: “Ho sempre sognato di fare l’ingegnere, ma i problemi di salute di mio padre mi avevano reso impossibile realizzare questo desiderio. Mio padre (come in molte famiglie egiziane, ndr) era la sola fonte economica della famiglia, così quando fu colpito da un attacco di cuore, la nostra famiglia dovette arrangiarsi e l’istruzione fu l’ultima delle priorità. A scuola la situazione disagevole che vivevo non veniva compresa: avevo bisogno di un certo numero di libri e quaderni, ma mio padre poteva comprarne solo la metà, ero in grande imbarazzo quando il maestro si presentava davanti a me e mi sgridava perché la mia famiglia non pagava le tasse scolastiche puntualmente e mi ordinava di non presentarmi a scuola finché non avesse pagato. Così mio padre un giorno decise di farmi abbandonare la scuola, quando stavo frequentando la settima classe. E a 11 anni fui mandata a lavorare in una fabbrica di vestiti per aiutare economicamente la mia famiglia. Lavoravo senza sosta dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio. Solo quando il mio supervisore mi vedeva così esausta da non poter continuare a lavorare mi pemetteva di mangiare, ma sempre mentre lavoravo, e comunque per non oltre 30 minuti. La fabbrica era molto distante e alla sera arrivavo a casa distrutta. Guadagnavo al mese 250 sterline egiziane (l’equivalente di poco più di 26 euro, ndr). A 15 anni entrai nel programma contro il Lavoro Minorile di Plan tramite la comunità dove vivo e, dopo aver seguito un corso di formazione per parrucchiera, lavoro in un salone di bellezza vicino a casa, guadagno e sono ritornata a scuola e sto recuperando gli anni persi”.

In Egitto il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni che lavorano sono 1,59 milioni che rappresenta il 9,3% della popolazione egiziana: il 77,7% lavora nei campi, il 14,9% nell’industria, il 6% in attività commerciali e l’1,14% nel settore dei servizi. La povertà è una delle principali ragioni che spingono le famiglie a mandare a lavorare i bambini, considerati migliori lavoratori rispetto agli adulti perché sono più obbendienti, facili da comandare e accettano paghe basse. L’abbandono della scuola è tra le cause nascoste dietro il lavoro minorile e l’ignoranza delle famiglie nei confronti dell’importanza di una buona educazione facilita questa triste condizione.

Il programma di Plan contro il Lavoro Minorile ha lo scopo di eliminare questa condizione togliendo anzitutto i bambini da situazioni pericolose, alzando il livello economico delle famiglie, ad esempio con l’inserimento delle madri in gruppi di risparmio e credito, in modo tale da allontare gradualmente i piccoli dal mercato del lavoro.

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