
Gli orti urbani hanno come obiettivo anche il cambiamento dell’aspetto urbanistico della città, e dopo qualche anno anche le abitudini della gente, addirittura modificano i loro gusti alimentari, e poi cambiano le relazioni. Prima di tutto, coltivare la terra è probabilmente l’unico modo efficace per diffondere sensibilità ambientalista.
Avere esperienza diretta di cosa è un terreno fertile significa dare il giusto peso alle cose e tutto viene di conseguenza: la gestione dei rifiuti, il rapporto con il clima, sarà infatti più facile capire i danni dello smog e di conseguenza l’importanza di muoversi con i mezzi ecologici, in bicicletta o a piedi.
Secchi ha sostenuto fortemente il progetto degli orti urbani asserendo che “il nuovo regolamento sugli orti urbani promuoverà anche in città la vita di campagna promuovendio le specificità territoriali e le produzioni agricole sane”.
All’interno del regolamento, infatti, è stata anche prospettata, racconta Secchi, “la possibilità di chiedere la collaborazione alle agenzie regionali preposte, sia per l’assistenza tecnica per la fase di coltivazione, e sia per le indicazioni delle cultivar autoctone da mettere a dimora”.