
Ogni qual volta avviene la morte così drammatica di un giovane pilota, la mente torna al passato e a tutti coloro che non ci sono più. Da Roberto Colombo ed Adolfo Covi, degli anni ’50. Negli anni ’70 Gilberto Parlotti e Renzo Pasolini. In particolare Parlotti, era grande amico di Agostini, rimasto profondamente scosso dalla morte del collega e amico, lottò per anni per garantire la sicurezza in pista. Certo questi erano anni in cui le notizie erano molto più lente di adesso e queste divenivano decessi ben presti dimenticati.
Ma nei nostri giorni, grazie ai social network ha una eco eccezionale e tanti piloti restano impressi nella mente di tutti. Ricordiamo ancora con dolore la morte di Daijiro Kato, di Shoya Tomizawa e del nostro Marco Simoncelli, in quel tragico 23 ottobre 2011 a Sepang. Proprio Simoncelli è entrato nel cuore di tutti, come le era in vita ed il suo incidente è ancora drammaticamente presente, soprattutto oggi che Andrea Antonelli ha trovato la morte nello stesso modo.
C’è da auspicare che tante giovani vite tranciate così duramente possano essere un monito a preferire la sicurezza agli affari. Una corsa si può recuperare, una giovane vita no!