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Pensioni: estate di passione per Quota 96 e Classe 52. Governo studia nuova riforma

Pensioni: estate di passione per Quota 96 e Classe 52. Governo studia nuova riforma Luglio è avanzato, i docenti che dovevano andare in pensione ormai hanno già avuto la lettera di conferma e i classe 52 e quota 96 ancora aspettano la risoluzione del loro caso annoso. Inizia così la seconda estate di passione per i lavoratori del comparto scuola

Sembra che a settembre qualcosa si dovrà smuovere ma è quasi chiaro che i classe 52 e quota 96 dovranno lavorare ancora per un altro anno scolastico dato che i contratti del comparto scuola partono dal 1 di settembre.

Cosa si prevede?
Sicuramente un netto cambio nella Legge Fornero, approvata ormai da due anni.

Probabilmente ci sarà una nuova riforma che darà nuove norme valevoli sino al 2018 quando donne e uomini dovranno andare in pensione a 66 anni.

Ad oggi sulla riforma Fornero e sulle modifiche della questione pensioni scuola è al lavoro la Commissione della Camera  dove trta gli altri ci sono i deputati da Cesare Damiano, Pierpaolo Baretta e Maria Luisa Gnecchi.


Ad oggi comunque sembra sia possibile pensare di rimanere al lavoro sino a 66 anni ma comunque per chi volesse verrà creata una sorta di finestra per andare in  pensione a 62 anni, previo versamento di 35 anni di contributi e accettazione della decurtazione dal proprio montante pensionistico di una percentuale complessiva dell’8% che verrà scalata negli anni che separano il soggetto dall’età minima stabilita per Legge per andare in pensione senza decurtazioni.


Insomma: se si va prima in pensione comunque si perde.  Quindi, dicono gli esperti, che  se la decisione è presa a 65 anni la pensione viene decurtata di due punti percentuali, che diventano il 4% se il congedo dal lavoro avviene a 64 anni e il 6% se il lavoratore si mette a riposo a 63 anni.

Il massimo della diminuzione si ha nella misura dell’8% e ciò vuol dire che la decisione è presa a 62 anni. Inoltre a quanto pare la proposta  Damiano-Baretta-Gnecchi, offre anche un’altra alternativa cioè poter andare in pensione, a prescindere dall’età anagrafica, purchè si abbiano contributi versati per non meno di 41 anni. Questo tutelerebbe i lavoratori che hanno iniziato la loro attività lavorativa molto giovani. Poi ci sarebbero persino dei bonus per chi rimane a lavoro sino  a 70 anni.


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