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Sardegna a rischio tanti validi amministratori, causa? Incompatibilità . Il parere di Federico Palomba, IDV

Elezioni politiche 2013: come votano gli italiani all'estero, circolare ministerialeA RISCHIO IN SARDEGNA TANTI OTTIMI AMMINISTRATORI

«Il regime delle incompatibilità introdotto dal governo Monti è solo una foglia di fico che esclude dalla rappresentanza politica categorie di persone che costituiscono delle ricchezze per il Paese e non tocca invece altre situazioni assai più stridenti che pongono davvero a rischio il principio di buona ed imparziale amministrazione». Lo afferma l’ex deputato Federico Palomba, segretario regionale di Italia dei Valori, in relazione al Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190), norma che durante la passata legislatura non è stata votato dall’Italia dei Valori in quanto «insufficiente ed ipocrita».

«L’incompatibilità – spiega Palomba – si verifica quando nella stessa persona si sommano poteri di decisione nelle diverse cariche o funzioni che essa riveste. Ciò significa che la persona deve avere il potere di decidere la volontà degli enti che rappresenta e che in capo a taluno degli enti deve essere allocato il potere di influire sulla volontà dell’altro. Quando mancano queste condizioni parlare di incompatibilità è del tutto irragionevole e tale da comportare un giudizio di non costituzionalità per la violazione immotivata del diritto costituzionale all’elettorato attivo».

«Concordo con il giudizio severo di inaccettabilità espresso dall’ANCI – prosegue Palomba – ed auspico che la rappresentanza regionale si colleghi con quelle degli altri territori per un immediato intervento. Credo anche che vi siano rimedi giurisdizionali importanti. Ma in prima battuta è necessario l’intervento della politica: di quella regionale che, in accordo tra giunta e consiglio, emani immediatamente una legge che disciplini le ipotesi di incandidabilità o incompatibilità in relazione alle situazioni contenute nella legge Monti, scongiurando uno sterminio di bravi amministratori; e di quella nazionale, che magari inserisca in un decreto legge in corsa una norma di interpretazione autentica che impedisca severamente le reali e gravi incompatibilità ma ne eviti le conseguenze paradossali e irrazionali in rapporto a situazioni immeritevoli di sì grave sanzione».

«Per fare solo un esempio lampante – afferma Palomba – è più incompatibile un imprenditore che ha interesse ad indirizzare la politica verso i suoi affari, o un medio dirigente di una Asl-consigliere comunale, che non può indirizzare minimamente le decisioni in favore dell’uno o dell’altro ente?».

«Si faccia. E si faccia presto, perché le persone più ligie potrebbero essere colpite dalla tentazione di farsi da parte, in danno loro e della politica».

Federico Palomba, già deputato e segretario regionale di Italia dei Valori

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