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Oristano: tra le antiche rovine di Villa Eleonora

Oristano: tra le antiche rovine di Villa EleonoraOristano, al di là della ferrovia, nei campi della Casa di Riposo gestita dall’onlus Eleonora d’Arborea sorge quella che un tempo è stata una delle più belle ville della Sardegna.
Villa Eleonora, 3 piani, una terrazza immensa, scale interne ed androni d’altri tempi. Un monumento dimenticato e sconosciuto ai più.
La villa è costituita da un piano terra, da un primo piano e da una terrazza dove successivamente è stato aggiunto un ulteriore piano, l’edificio dovrebbe risalire a metà 800 ma le sue basi sono poste su uno stabile settecentesco. Vandalino Casu in aperta campagna aveva creato un vero e proprio palazzetto circondato t vigneti, frutteti e uliveti, era così bella da essere citata dai viaggiatori del tempo, non solo, nel 1876 la villa viene premiata al “Concorso dei poderi sardi”. Vicino ai binari (esistenti già all’epoca, ma di treni ne passavano pochi) si può vedere ancora oggi ciò che resta di quello che doveva essere il portale d’ingresso da dove partiva un viale alberato ricco di statue create dallo stesso Casu. fra tutte si ricordano quelle raffiguranti due carabinieri , quella di Garibaldi e le tante di Eleonora che circondavano anche il giardino della villa. Delle statue realizzate tutte in terracotta, l’unica rimasta, raffigurante Eleonora d’Arborea, oggi si trova dinnanzi alla casa di riposo

A Villa Eleonora abitava sul finire del 1800 Vandalino Casu, notabile di Oristano, filantropo noto per aver donato al Comune con esclusiva destinazione “ai poveri e agli anziani” quei terreni dove oggi sorge la casa di Riposo. Allora il quadro economico e sociale di Oristano era devastante, tanto che , a seguito di una inondazione, scatterà persino un piano di emergenza nazionale che vede impegnato in prima persona lo stesso re Umberto I. Ed è in quegli anni che nei terreni donati nasce il ricovero di medicità con atto firmato dal commendator Giuseppe Corrias,l’avvocato e deputato Salvatore Parpaglia, il cavalier Efisio Carta, Giovannino Tolu negoziante e Arduino Onorato. La struttura anche grazie ad una operazione di found rising popolare ante litteram, ricovero che sa subito, grazie ad un Regio Decreto diviene pubblico, o meglio gestito da un ente morale e di diritto pubblico.

A Villa Eleonora, immediatamente dopo la morte di Vandalino Casu, viene ospitato un orfanatrofio che resta in uso tra il 1939 ed il 1950, gli anni della Guerra.
Poi il lento abbandono sino ad divenire ritrovo di sfortunati e homeless, ora niente, nessuno. Ad abitare lo stabile rovi, piccioni e silenzi. Dentro dicono ci sono ancora vecchi mobili accatastati, vetrate colorate, pavimenti a mosaico, una cappella, una magnifica scala con un’elegantissima ringhiera di legno.

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