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Sclerosi Multipla: conferme per la CCSVI di Zamboni anche dalla Bulgaria

In Italia molti neurologi e l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) continuano a negare l’esistenza dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) nei malati di sclerosi multipla (SM), malattia gravemente invalidante che colpisce 63.000 italiani e per la quale purtroppo non sono ancora note né le cause né una terapia definitiva e valida per tutti, nonostante le ingenti risorse investite per la ricerca soprattutto nel ricco mercato farmaceutico.

Numerosi invece gli studi già pubblicati che hanno confermato una relazione tra le due malattie.

gmiEcco due interessanti studi provenienti dalla Bulgaria e pubblicati nel dicembre scorso su una rivista scientifica italiana ma completamente ignorati dalla stampa del settore.

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 Dicembre;171(6):755-65

Tecniche diagnostiche endovascolari e terapie dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale

Petrov I., Grozdinski L., Martinov I., Iliev N., Kaninski G.

OBIETTIVO. Determinare la frequenza, la natura e la localizzazione della stenosi venose nelle vene giugulari ed azygos tra i pazienti con insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e sclerosi multipla (SM). Eseguire una terapia endovascolare e registrare i suoi effetti clinici.

METODI. Utilizzando l’ecografia, la CCSVI è stata osservata in 123 pazienti con SM. Nel gruppo CCSVI, è stata eseguita la venografia delle vene giugulari interne (IJV) e della vena azygos. Sono state registrate le stenosi venose. Sono stati effettuati trattamenti endovascolari con dilatazione tramite palloncino e impianto di stent. Sono stati poi valutati gli effetti post-procedurali precoci e tardivi.

RISULTATI. Durante la flebografia, sono state osservate stenosi a livello della IJV e/o della vena azygos in tutti i pazienti con CCSVI. Tra i 123 pazienti sono state registrate l’87% di stenosi. Mentre il 67,4% di stenosi sono state osservate a livello della vena azygos. Sono stati eseguiti un totale di 161 interventi di dilatazione della IJV e 77 della vena azygos. Sono stati impiantati un totale di 55 stent nella IJV e 6 nella vena azygos. Sono state condotte 299 procedure endovascolari nell’81% di tutte le vene cerebrospinali presenti. Gli esami doppler post-procedurali hanno registrato un incremento di diametro nella IJV ed un aumento del flusso venoso. Miglioramenti clinici precoci sono stati registrati nell’87% dei pazienti trattati. Tre mesi dopo il trattamento, sono stati osservati miglioramenti clinici nel 63% dei pazienti. Il punteggio medio della EDSS è migliorato passando da 5,3 a 4,7.

CONCLUSIONI. Attraverso l’uso della flebografia sono state osservate stenosi nel 90% delle vene dei pazienti con CCSVI. Sono stati registrati miglioramenti clinici precoci e tardivi dopo terapia endovascolare.

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 Dicembre;171(6):775-83

Tecniche diagnostiche per l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale

Grozdinski L., Petrov I., Iloska M.

OBIETTIVO. Scopo di questo studio è stato esaminare la frequenza dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) tra soggetti sani e con sclerosi multipla (SM) utilizzando il colorDoppler e verificare l’esistenza di una relazione tra CCSVI e SM.

METODI. Sono stati esaminati 178 pazienti, divisi in un gruppo 0 di 40 pazienti con assenza di dati relativi alla SM e un gruppo A di 138 pazienti con SM. L’esame ecografico delle vene giugulari interne (IJV) è stato eseguito utilizzando il colorDoppler. La venografia selettiva è stata eseguita solo su pazienti positivi alla CCSVI.

RISULTATI. Nel gruppo 0 il 10% dei soggetti presentava segni di CCSVI all’esame Doppler, mentre il gruppo A ha mostrato positività alla CCSVI nell’89% dei casi. Il riflusso venoso è stato determinato nel 73% dei casi, la mancanza o la riduzione del flusso distale nel 78% e la mancanza della reazione di collasso delle vene giugulari in posizione seduta è stata osservata nel 71% dei soggetti. Il rischio relativo di CCSVI tra i pazienti con SM è risultato pari a 8.9. In tutti questi 123 pazienti (100%) con positività alla CCSVI, è stata riscontrata, tramite venografia, la presenza di stenosi nelle IJV e nella vena azygos. Stenosi della IJV sono state osservate nell’88% dei casi mentre stenosi della vena azygos nel 67%. Questi dati confermano la relazione tra CCSVI e SM e stabiliscono un’alta sensibilità delle tecniche diagnostiche basate sul Doppler nell’identificazione delle stenosi della IJV.

CONCLUSIONI. E’ stata osservata un’alta frequenza di CCSVI tra i pazienti con SM. L’ecografia rispetto alla venografia mostra un’alta sensibilità ed accuratezza per la diagnosi della CCSVI e rappresentano il metodo di elezione per lo screening non invasivo della CCSVI tra i pazienti con SM.

Fonti:

http://www.minervamedica.it/en/journals/gazzetta-medica-italiana/article.php?cod=R22Y2012N06A0755

http://www.minervamedica.it/it/riviste/gazzetta-medica-italiana/articolo.php?cod=R22Y2012N06A0775

About the author

Alessandro Rasman, 48 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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