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Sclerosi Multipla: dall’Austria uno studio sul ruolo del ferro

annalsE’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Neurology un interessante studio intitolato “Ferro e neurodegenerazione nel cervello della sclerosi multipla“.

Secondo alcuni ricercatori austriaci il ferro può contribuire alla patogenesi e alla progressione della sclerosi multipla (SM) per il suo accumulo nel cervello umano con l’età. Lo studio si è focalizzato sulla distribuzione del ferro non-eme e sull’espressione delle proteine correlate al ferro della ferritina, efestina e ceruloplasmina in relazione al danno ossidativo nel tessuto cerebrale di 33 casi di SM e 30 controlli.

Sono stati eseguiti (1) microarray dell’intero genoma su 4 casi di SM e 3 controlli al fine di analizzare l’espressione dei geni correlati al ferro, (2) istochimica del ferro non-eme, (3) immunoistochimica per le proteine del metabolismo del ferro e (4) analisi quantitativa mediante densitometria digitale e conta cellulare nelle aree che rappresentano diversi stadi di maturazione delle lesioni.


E’ stato riscontrato un aumento del ferro legato all’età nella sostanza bianca dei controlli così come nei pazienti con breve durata della malattia. Nella SM cronica, tuttavia, c’era una significativa diminuzione del ferro nella sostanza bianca apparentemente normale (NAWM) con la durata della malattia, se corretta per l’età. Questa diminuzione del ferro negli oligodendrociti e nella mielina era associata con up-regolation della ferrosidasi del ferro. Nelle lesioni attive della SM, il ferro era apparentemente rilasciato da oligodendrociti morenti, con conseguente accumulo extracellulare di ferro ed assorbimento nella microglia e nei macrofagi. La microglia contenente ferro mostrava segni di degenerazione cellulare. Ai bordi delle lesioni e all’interno dei centri delle lesioni, il ferro si accumulava negli astrociti e negli assoni.


Al termine dello studio, secondo gli autori, il ferro diminuisce nella sostanza bianca apparentemente normale dei pazienti con SM all’aumentare della durata della malattia. La degenerazione cellulare nelle lesioni della SM porta a ondate di liberazione del ferro, che può diffondere la neurodegenerazione assieme allo stress ossidativo infiammatorio.

Fonte: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ana.23974/abstract

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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