
Guido Barilla, mercoledì scorso, durante la trasmissione radiofonica così si è espresso “Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia gay perché noi siamo per la famiglia tradizionale” e poi, rivolto alla comunità omosessuale,: “Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”.
Così è scoppiata la polemica e Twitter è stato invaso da centinaia di tweet di protesta. Uno dei più graditi è «Nel mulino che vorrei ci sono tutti gay. Boicotta Barilla».
Forte e tempestiva la reazione di Aurelio Mancuso, presidente di Equality: “Nessuno ha mai chiesto alla Barilla di fare spot con le famiglie gay, è evidente che si è voluta lanciare una offensiva provocazione per far sapere che si è infastiditi dalla nostra concreta presenza sociale, che è anche un segmento importante di consumatori. Per questo, raccogliendo l’invito del proprietario a non mangiare la sua pasta, rilanciamo con una campagna di boicottaggio di tutti i suoi prodotti”
Al putiferio sull’web è seguita una dichiarazione chiarificatoria di Guido Barilla “Con riferimento alle dichiarazioni rese ieri alla Zanzara, mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia”.