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Costa Concordia: chi paga l’operazione?

Costa Concordia: una operazione paradigmatica. Gestione rischi. Parere ANRAL’ANRA – l’Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali – analizza i costi dell’operazione di raddrizzamento della Costa Concordia

Su iPress, network professionale per giornalisti, blogger e uffici stampa, a questo link sono disponibili ulteriori materiali relativi al comunicato (immagini, il comunicato in pdf, etc.)

Milano, 30 settembre 2013 – Uno degli interrogativi che nei giorni successivi all’operazione Costa Concordia in molti si sono posti è quello relativo ai costi dell’intero progetto.


In più occasioni sono riecheggiate le parole di Franco Gabrielli, il Capo della Protezione Civile che in audizione alla Commissione Ambiente della Camera ha detto: «Il contribuente italiano non spenderà un euro per il raddrizzamento e la rimozione della Concordia». A rotazione avvenuta, lo ha confermato anche Michael Thamm, amministratore delegato di Costa Crociere: ovvero, il conto delle spese per togliere dal Giglio la Concordia (oggi calcolate intorno ai 600 milioni di euro) potrebbe anche gonfiarsi, ma a pagare tutto sarà il privato, senza alcun intervento pubblico.

A darne ulteriore conferma è anche una voce super partes, ovvero l’ANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali: «La copertura garantita dai Clubs dell’International Group per questo genere di rischi (rimozione di un relitto) prevede un limite di indennizzo fino a 5,5 miliardi di dollari per i danni a passeggeri ed equipaggio e un limite di indennizzo fino a 1 miliardo di dollari per rischi ambientali». Entrando nel dettaglio più tecnico, va segnalato che la responsabilità civile per danni a terzi nel settore marittimo è tradizionalmente appannaggio, quanto a coperture assicurative, delle società mutualistiche fra armatori. I cosidetti Clubs P&I (Protection and Indemnity), nati intorno al 1870 proprio allo scopo di unire le forze per garantire i membri delle stesse da rischi di questa tipologia, potenzialmente causa di rimborsi particolarmente gravosi.

I 13 principali Clubs del mondo fanno poi parte dell’International Group, organizzazione con finalità riassicurative che copre circa il 90% delle flotte naviganti in tutto il mondo. Nel caso di Costa Concordia il Club più esposto – ma ve ne sono altri coinvolti – è lo Standard Club con sede a Londra. «È possibile che Costa Crociere debba partecipare alle spese di rimozione nel caso sia prevista dal suo contratto una franchigia, ma non v’è dubbio che i Clubs siano attrezzati per coprire le spese di rimozione, quale che sia la cifra finale. Tecnicamente ciascun Club copre fino al danno di 7 milioni di dollari, per la parte del danno fra 7 milioni e 50 milioni intervengono mutualisticamente gli altri Club dell’International Group ed oltre 50 milioni di dollari intervengono i contratti riassicurativi stipulatati dall’International Group fino al limite di 5,5 miliardi di dollari. Questo permette che tutte le operazioni di recupero, demolizione e il ripristino ambientale all’Isola del Giglio non graveranno di un solo Euro sul contribuente Italiano.
Nell limite di franchigia di 5,5 miliardi di dollari va poi osservato che sono compresi anche i risarcimenti ai passeggeri e personale viaggiante» conclude Alessandro De Felice, Consigliere di ANRA e vice presidente di FERMA, nonché Chief Risk Officer di Prysmian (a questo link un’immagine in alta).

CHI È ANRA
ANRA è l’associazione che dal 1972 raggruppa i Risk Manager e i Responsabili delle Assicurazioni Aziendali. Ad oggi l’associazione conta oltre 150 soci e svolge un importante ruolo per la creazione in Italia di una cultura della gestione dei rischi e delle forme più adeguate per assicurarli. In ANRA sono rappresentati i Risk Manager e i Responsabili Assicurativi Aziendali: i primi monitorano ed esaminano tutti i rischi, ordinari e straordinari, correlati all’attività aziendale, li condividono con il top management e formulano, con il loro accordo, un piano operativo per la gestione dei rischi; i secondi, invece, impostano, realizzano e gestiscono il piano assicurativo dell’azienda. ANRA fa parte dell’IFRIMA (International Federation of Risk and Insurance Management Associations), l’organizzazione, la cui attività può essere fatta risalire al 1930, che raccoglie sotto di sé le associazioni internazionali di gestione del rischio, in rappresentanza di 23 organizzazioni e 30 Paesi di tutto il mondo. ANRA è iscritta a FERMA (Federation of European Risk Management Associations), l’organizzazione che attualmente riunisce le associazioni nazionali di risk management di 20 nazioni europee. Essa rappresenta oltre 4800 professionisti che operano nei più svariati campi, dall’industria alla finanza passando per la sanità, presso organismi statali, privati o enti benefici.


Ufficio stampa ANRA:

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