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Proteggere gli Ibis dai cacciatori

Proteggere gli Ibis dai cacciatoriLo scorso anno, in Italia, sono stati uccisi due rari Ibis. Questo triste episodio ha dato origine ad un appello per i cacciatori affinchè mostrino più attenzione, in quest’anno di caccia, per cercare di evitare di uccidere questa specie di volatile ormai rarissima. I piccoli di Ibis devono imparare a volare verso sud anche con un aliante ultraleggero .

L‘Ibis eremita è ormai estinto dalla maggior parte dell’habitat originario e allo stato selvatico ne rimangono solo poche colonie isolate . Ma quest’anno, dopo un progetto della durata di 10 anni, un team guidato dall’esperto dottor Johannes Fritz, si era finalmente riusciti a reintrodurre gli Ibis eremita del Nord verso l’Europa centrale con tre piccole colonie in Germania e Austria che hanno bisogno di volare a sud verso i luoghi di alimentazione invernale .

Le specie hanno vissuto in Europa per 1,8 milioni di anni poi sono stati spazzati via dai cacciatori di quattro secoli fa. L’ambientalista dottor Fritz utilizzato la tecnica di imprinting ha fatto sì di avere uno splendido rapporto con i pulcini del raro Northern Bald Ibis
Utilizzando la fiducia che costruita dal legame, ha poi convinto gli uccelli a seguirlo nel suo ultraleggero in estate e poi per l’alimentazione invernale in Toscana, nelle Alpi austriache e in quelle tedesche .

Quest’anno dopo un decennio di lavoro, il primo degli uccelli – Goja – aveva finalmente fatto ritorno sulle Alpi dove ha allevato una famiglia , ma è stato ammazzato. Un altro Ibis è stato recuperato in vita ma gravemente ferito nei pressi di Cecina , e probabilmente non potrà mai tornare a volare. Gli altri due uccelli, Goja e una giovane dal nome Jedi , sono stati uccisi a 40 km più a sud, nei pressi di San Vincenzo .

Goja ha avuto questo nome per le iniziali del nome del suo patrono Jane Goodall , ed è stato il primo della sua specie a volare senza aiuto, riuscendo a superare le Alpi nord d’Europa dopo 400 anni e dopo che gli era stato insegnato a volare con un ultraleggero .

Quest’anno, un totale di cinque Ibis eremita del Nord hanno già raggiunto l’ area di svernamento , il WWF Oasi LdOrbetello nel sud della Toscana .

Ma un gruppo di otto uccelli sono ancora in volo , il più grande gruppo maivista sin’ora nel nostro progetto di migrazione. Essi sono migranti esperti , ma anche minori , tutti provengono dalla zona di allevamento Burghausen / Baviera .

Tutti gli uccelli portano dispositivi di localizzazione GBS che inviano le loro posizioni, una volta o due volte al giorno .

Riguardo agli episodi di uccisione degli Ibis, il dr. Fritz ha dichiarato : “Siamo molto preoccupati per la sicurezza degli uccelli , dal momento che è un grande gruppo e nei fine settimana c’è molta attività venatoria in Italia. Noi chiediamo soprattutto alle Regioni e alle società di cacciatori di fare informazione in merito .
Ma soprattutto chiediamo a tutte le persone di diffondere anche le posizioni GPS che sono continuamente trascritte sui nostri siti di Facebook www.facebook.com / Waldrappteam ( tedesco) e www.facebook.com / bentornatoibis (Italiano ) .

Ivo Scepanovic


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