“L’emendamento – spiegano i due deputati – sarà votato la prossima settimana a Strasburgo e mira ad introdurre una maggiore flessibilità nella gestione dei Fondi FESR, e cioè a dare la possibilità, ad oggi preclusa, di poter distribuire le risorse su un maggior numero di obiettivi necessari per lo sviluppo della Sardegna consentendo, di conseguenza, anche una maggiore velocità e capacità di spesa delle risorse europee per quei territori che, pur non raggiungendo i parametri indicati dal regolamento stesso, in quanto il loro PIL eccede la soglia indicata, sono comunque particolarmente svantaggiati dal punto di vista geografico in ragione della loro condizione di insularità“.
“Bisogna comprendere – aggiungono Barracciu ed Uggias – che al pari delle regioni montuose della ricca Baviera, che possono godere delle stesse forme di aiuto previste in materia di PAC per regioni in ritardo di sviluppo, anche le isole, notoriamente svantaggiate, come la Sardegna, debbono poter godere di una maggiore flessibilità nella gestione dei fondi FESR. Considerare solo il PIL rappresenta una regola miope che non rispetta e viola il principio di coesione sociale e territoriale che andrebbe perseguito dall’Unione in quanto inserito nel suo Trattato istitutivo“.