
Fin dal primo momento abbiamo ritenuto un’assurdità che ad un comune in piena regola con i propri bilanci venisse impedito “a prescindere” di spendere i propri soldi; pur avendo i comuni già impegnato delle somme per l’esecuzione di lavori pubblici, questo Patto di Stabilità ha impedito e impedisce di liquidare le imprese esecutrici se non con mesi e mesi di ritardo.
Si evidenzia proprio in questi giorni che una parte considerevole degli ambiti di spesa che la legge ci preclude sono a tutti gli effetti degli investimenti sulla prevenzione e la sicurezza dei cittadini e del nostro territorio.
Infatti, dal momento che ci viene impedito di spendere i soldi che abbiamo in cassa per gli interventi sulle strade rurali, sulla risagomatura delle cunette e sulla riattivazione dei corsi d’acqua, purtroppo dobbiamo assistere impotenti a conseguenze drammatiche come quelle che abbiamo vissuto in questa occasione.
Stesso discorso vale per altri soldi che sarebbe necessario spendere per elominare dei veri e propri pericoli nelle strutture pubbliche: scuole con infiltrazioni di acqua piovana, spogliatoi e recinzione di campi sportivi danneggiati, assenza di adeguata segnaletica stradale.
Parlando di quest’ultima, ci preme sottolineare che l’assenza di segnali di stop, di passaggi pedonali, di segnaletica verticale, e la presenza invece di semafori non funzionanti rappresentano in tutti i momenti un grave pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubbliche.
I nostri comuni tornano a denunciare con estrema preoccupazione l’urgenza di eliminare questi vincoli assurdi che portano soltanto danni e accentuano le vulnerabilità. Questa protesta è rivolta da parte di noi sindaci non soltanto alle massime istituzioni dello Stato ma anche alle associazioni che rappresentano i comuni ai vari livelli; secondo il nostro parere, queste associazioni non hanno fatto abbastanza o non hanno fatto niente per risolvere questo gigantesco ostacolo ad una buona amministrazione per i cittadini.
Quello che puntualmente succede è che le richieste e le denunce di noi piccoli amministratori vengono ignorate ma poi a disgrazie avvenute è proprio a noi che immancabilmente si chiede il conto”.
Stefania Piras – sindaco di Palmas Arborea
Ivo Zoncu – sindaco di Riola Sardo
Angelo Pinna – sindaco di Santa Giusta