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Le ‘ndrine infiltrano l’Emilia Romagna? A Brescello tra comunismo e cattolicesimo spuntano le cosche calabre

'ndranghetaLe ‘ndrine calabresi da anni infiltrano il nord Italia, non è un mistero.  Accade anche che luoghi storici come quelli dove vivevano Don Peppone e Camillo siano inflitrati. Sembra strano ma anche Brescello è diventato un paese a massima infiltrazione.

Brescello tra lotta di classe e cristianesimo è diventato un paese dove l’ndrangheta fa il suo business e non da ieri, i primi segni, secondo quanto si apprende da Libero sarebbero da trovare negli anni 80.quando un commando di malviventi travestiti da carabinieri uccise Giuseppe Ruggiero, catanzarese che in precedenza era stato coinvolto in un giro di ricettazione di auto rubate.

Poi la bassa Padana diventa sempre più terra di ‘ndrangheta e nel  2003 l’operazione “Edilpiovra” consente ai carabinieri di distruggere un racket fatto di furti, estorsioni, incendi e rapine, portando in carcere 13 persone e coinvolgendo Antonio e Francesco Grande Aracri, fratelli di Nicolino “Manuzza” Aracri, ritenuto capo della cosca di Cutro.

A distanza di 10 anni la stessa famiglia e tornata sotto i riflettori per un sequestro di beni per 3 milioni di euro proprio al 59enne Francesco Grande Aracri (condannato nel 2008 per associazione mafiosa): il primo caso in Emilia-Romagna, e uno dei primi al Nord nei confronti di una cosca calabrese, di sequestro patrimoniale preventivo anticipato. L’8 novembre i militari hanno messi i sigilli a 16 conti correnti e depositi bancari, due società del settore edile, sei unità abitative e nove commerciali, due veicoli e un terreno rurale.

Secondo gli investigatori, il fratello del boss sovrintendeva e dirigeva le attività della cosca nel Reggiano: estorsioni a gestori di esercizi pubblici e privati e fatturazioni seriali per operazioni inesistenti nei confronti di imprenditori, soprattutto del settore edile, destinate a occultare la “dazione di denaro” che il gruppo chiedeva alle vittime, anche con la minaccia di ritorsioni e azioni incendiarie.


Sempre Francesco Grande Aracri è stato denunciato lunedì, insieme ad altre quattro persone, per concorso in occupazione di un terreno demaniale. Secondo i carabinieri, l’imprenditore avrebbe occupato abusivamente un terreno demaniale trasformandolo in deposito di materiale edile.

Una storia tra Emilia Rossa e Cattolica e famiglie ‘ndranghetiste del sud?


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